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«Trenta classi in meno a Massa-Carrara». Il caso arriva in Parlamento

Il deputato Ferri (Iv) ha presentato un'interrogazione al ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina: «34 docenti in meno, decisione assurda»

«Ho presentato l’interrogazione parlamentare che avevo preannunciato nei giorni scorsi alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in merito alla determinazione assunta dall’ufficio regionale scolastico della Toscana di ridurre di 118 unità i posti comuni del personale docente in Toscana, riduzione che comporterebbe la soppressione di almeno 50 classi. Risulta, in particolare, fortemente penalizzata la provincia di Massa-Carrara dove il corpo docente passerebbe da 2139 unita a 2105 con la conseguente diminuzione di un numero fra le 20 e 30 classi». Così il deputato di Italia Viva, Cosimo Ferri, che interviene in merito al taglio di 34 docenti nella provincia di Massa-Carrara. Il rischio, infatti, oltre a quello della riduzione dei posti di lavoro è anche quello di veder classi più numerose (qualcuno le chiama già «classi pollaio») in una fase critica come l’emergenza coronavirus.

«Tale disposizione – evidenzia Ferri – non tiene conto dei problemi inerenti l’edilizia scolastica, essendo presenti nella provincia di Massa-Carrara tante strutture inagibili o non a norma e quindi inadeguate a contenere un numero elevato di studenti, non prende in considerazione la tipicità degli alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, caratterizzata da una forte presenza di partecipazione sensoriale nel processo educativo; non si tiene neppure conto della necessità di supportare la permanenza in aree particolarmente svantaggiate, pur se strategiche nella loro posizione, anche in una ottica interdisciplinare di salvaguardia del territorio. Ritengo assurda tale decisione alla luce della situazione che l’emergenza covid-19 ha creato e in prospettiva delle misure che da settembre dovranno essere adottate per fare tornare i nostri ragazzi a scuola in sicurezza. Sarebbe quindi opportuno e doveroso limitare gli spostamenti degli stessi, evitare un numero di studenti per classe lesivo del rispetto delle limitazioni in ordine al distanziamento interpersonale; in particolare in una provincia come quella di Massa-Carrara che, specie in alcune aree particolari quali la Lunigiana, è stata duramente colpita dalla pandemia. Il diritto alla salute, alla sicurezza e alla formazione di studenti e lavoratori può essere salvaguardata solamente riducendo i numeri degli allievi per classe e mantenendo, quindi, lo stesso numero di posti docenti del precedente anno scolastico».

IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE
Al Ministro dell’istruzione, per sapere – premesso che:

Il diritto allo studio è uno dei diritti fondamentali e inalienabili della Persona, riconosciuto dall’art. 26 della Dichiarazione universale dei diritti umani dell’ONU e dall’articolo 34 della Costituzione;
l’Agenda 2030 vede fra le 16 finalità il diritto all’apprendimento e alla formazione della persona, come meglio rappresentato dagli stessi obiettivi 4 e di riflesso 3 e 5;
obiettivo 4: Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti;
obiettivo 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età;
obiettivo 5: Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze;
Il libro verde sull’educazione e gli obiettivi della strategia di Lisbona vedono l’istruzione, l’educazione e la formazione quali elementi portanti della Società della Conoscenza, elemento dirimente nel sostenere la competitività di un Paese;

il Ministero dell’Istruzione prevede per l’anno scolastico 2020/21 per tutta la Toscana ben 118 posti comuni docenti in meno, che significano la soppressione di almeno cinquanta classi;

la provincia di Massa Carrara risulta particolarmente penalizzata, come evidenziato da tutte le sigle sindacali, i posti docenti passeranno infatti da un numero di 2139 a 2105: questa diminuzione costerà dalle 20 alle 30 classi in meno;

nell’intraprendere tali decisioni, non si tiene conto di aspetti essenziali come l’edilizia scolastica, che nella provincia di Massa Carrara ha spesso strutture inadeguate per contenere un numero elevato di studenti per classe, perché inagibili o non a norma; non si prende in considerazione la tipicità degli alunni della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria, caratterizzata da una forte presenza di partecipazione sensoriale nel processo educativo; non si tiene neppure conto della necessità di supportare la permanenza in aree particolarmente svantaggiate, pur se strategiche nella loro posizione, anche in una ottica interdisciplinare di salvaguardia del territorio ( leggasi rischio idrogeologico, abbandono delle terre, forte avanzamento di zone boschive non gestite);

la pesante riduzione dei posti docenti non può essere giustificata dal calo demografico senza prendere in considerazione il contesto;
non si evince che gli uffici competenti abbiano valutato l’avvio dell’a.s. 2020-2021 in un’ottica di fase terza o quarta dell’emergenza sanitaria mondiale;

a seguito della pandemia, è invece necessario che il numero degli alunni per classe diminuisca, per consentire il dovuto e necessario rientro degli studenti nelle aule;

a Settembre, con l’inizio del nuovo anno scolastico, occorre ripartire in sicurezza, permanendo nella propria terra ed evitando un numero di studenti per classe lesivo del rispetto delle limitazioni in ordine al distanziamento interpersonale; in particolare in una provincia come quella di Massa Carrara che, specie in alcune aree particolari quali la Lunigiana, è stata duramente colpita dalla pandemia; l’aggregazione di più alunni provenienti da luoghi diversi ripropone la necessità di mobilità per studenti, in un momento nel quale la mobilità viene fortemente limitata e sconsigliata;

il diritto alla salute, alla sicurezza e alla formazione di studenti e lavoratori può essere salvaguardata solamente riducendo i numeri degli allievi per classe e mantenendo, quindi, lo stesso numero di posti docenti del precedente anno scolastico;

occorre garantire a studenti e lavoratori sicurezza all’interno delle classi e parità di trattamento nel numero di docenti tra tutte le province toscane, analizzando i dati di contesto e non semplicemente leggendo il numero degli alunni e il conseguente numero dei docenti.

è di fondamentale importanza attuare e valorizzare il pieno diritto allo studio e tutelare il diritto alla salute di allievi, docenti e personale ATA:

se e quali iniziative il ministro interrogato intenda porre in essere per garantire per l’anno scolastico 2020/21 lo stesso numero di posti comuni docenti del 2019/20 e la parità di trattamento tra le varie province della Toscana.