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Mentana offende pesantemente Ricciardi, poi lo incontra

Il direttore del TgLa7 sui social: «Se non fosse un eletto le direi che è un c....... ma temo di essere querelato, dagli incolpevoli testicoli»

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«A nome di tanti che non voterebbero mai Lega, né hanno mai votato per Berlusconi o Formigoni, vorrei dire all’onorevole Ricciardi che mai avevo ascoltato in un’aula parlamentare un intervento così squallido e vergognoso, che per colpire i suoi avversari identifica una regione martire con chi la amministra e bolla entrambi, arbitrariamente e con aperta soddisfazione, per il numero di morti. Se non fosse un eletto le direi che è un c……. ma temo di essere querelato, dagli incolpevoli testicoli». Ci va giù pesante il direttore del TgLa7 Enrico Mentana contro il deputato massese del Movimento 5 Stelle, Riccardo Ricciardi, che questa mattina (come abbiamo riportato qui) è stato protagonista di una bagarre in aula che ha causato la sospensione della seduta alla Camera.

Riccardo Ricciardi ed Enrico Mentana

Mentana nel pomeriggio ha commentato l’intervento di Ricciardi sulla sua pagina Fb con un post nel pomeriggio. Il post poi è stato modificato perché, come ha scritto (e poi fatto) il giornalista «Avevo scritto un giudizio molto duro sull’onorevole Ricciardi. Lo cancello non per chissà quale timore, ma perché ho deciso di andargli a parlare di persona». E così è successo. Alcune ore dopo, Mentana ha pubblicato una foto (quella che riportiamo) che lo ritrae insieme a Ricciardi: «Sono andato a parlare direttamente con l’onorevole Ricciardi e a spiegargli più puntualmente i motivi del mio giudizio così gravemente critico».

Al post di Mentana aveva risposto Ricciardi: «La mia stima per Enrico Mentana è grandissima. Non lo querelerei neanche se mi dicesse che sono un coglione senza artifici retorici. Mi piacerebbe una critica sul merito però. Le mie parole sono a difesa della Lombardia, di tutto il personale sanitario, degli abitanti di una regione che ha subito una tragedia enorme. Politicamente però, non posso tacere di fronte a degli errori che sono sotto gli occhi di tutti. Quel tacere, secondo me, è una mancanza di rispetto. Nessuno critica i presidenti di Regione che, pur nelle difficoltà enormi, hanno gestito una situazione così catastrofica: nel mio intervento del 24 aprile in Aula dissi che noi siamo dalla loro parte che si chiamino Zaia, Rossi e De Luca. Sarei molto onorato, data appunto la stima che ho per la sua storia professionale, di poter rispondergli non a colpi di post».

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