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Pianta croci sulle vette delle Apuane, scatta la denuncia del Parco foto

Sono comparse all’improvviso, installate sui punti più alti. Putamorsi ha firmato l'ordinanza per l'immediata interruzione di queste azioni e per rimuovere le opere

Sono comparse all’improvviso, installate sui punti più alti di alcune vette delle Apuane. Alcune croci di acciaio inox sono state istallate sulle cime del Monte Croce, della Pania e dell’Altissimo, ma si teme che l’ignoto “installatore” possa colpire ancora.

Sembra, infatti, che i manufatti siano riconducibili alla stessa mano: le croci sono tutte in acciaio, si differenziano solo per alcuni particolari e hanno altezze diverse che, comunque, in tutti i casi, non superano i 50 centimetri. Tutte sono accomunate dal simbolo religioso della croce, posizionata nel punto più alto delle cime.

Le segnalazioni della presenza di croci su alcune vette sono arrivate al Parco delle Apuane nei giorni scorsi e hanno trovato riscontro nei sopralluoghi effettuati dal Comando Guardiaparco che, nei verbali, riferiscono come i manufatti siano stati infissi saldamente alle rocce attraverso l’uso di cemento. Ma le istallazioni sono abusive: ogni intervento di modifica del territorio e del paesaggio da eseguirsi all’interno dell’area protetta del Parco, è soggetta al rilascio del Nulla Osta dell’ente.

Da qui l’ordinanza n. 3 del 18/05/2020 del Presidente del Parco delle Apuane Alberto Putamorsi che dispone l’immediata interruzione di qualsiasi attività di installazione di manufatti sulle cime delle Alpi Apuane e su qualsiasi altra parte del territorio dell’area protetta stabilendo la “riduzione in pristino, la risistemazione e l’eventuale ricostruzione dell’assetto morfologico ed idrogeologico e delle specie vegetali ed animali.

È un’ordinanza contro ignoti perché l’autore non è stato ancora identificato. Tuttavia dispone la rimozione completa dei manufatti in acciaio inox e della malta di cemento, entro 20 giorni dalla data di pubblicazione dell’ordinanza stabilendo che, nel caso l’autore non intervenga nella rimozione delle proprie “opere”, sarà il Parco stesso a provvedere, riservandosi la facoltà di rivalersi per le spese sostenute, sul responsabile delle istallazioni, una volta individuato.

Una volta scoperto, nei confronti dell’installatore verranno avviate poi tutte le procedure e le misure sanzionatorie previste per legge, per gli interventi realizzati in assenza del nulla osta del Parco.