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Massese, parla Mussi: "Un sogno poter vestire quella maglia"

È Roberto Mussi il numero 2 della Top11 all time dei bianconeri: "Motivo di soddisfazione"

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Un vero e proprio plebiscito, i tifosi della Massese si sono pronunciati: è Roberto Mussi il numero 2 della Top11 di sempre della squadra bianconera.
Risultato prevedibile, ma non scontato. L’ex di Milan, Parma e Torino ha infatti superato lo storico terzino bianconero Palù che con i suoi 10 gol nella stagione 69-70 contribuì in maniera decisiva alla promozione in Serie B.

Dopo Giorgio Rocca, quindi, è un altro protagonista della stagione ’82-’83, quella del ritorno tra i professionisti, a prendere posto nella Top11. E proprio come Rocca, anche per Mussi l’arrivo in prima squadra è stato figlio di un processo iniziato nelle giovanili bianconere. “È motivo di soddisfazione e orgoglio– commenta il risultato del sondaggio Mussi ai nostri microfoni –Per me giocare nella Massese era un sogno. Condiviso un po’ con tutti i ragazzi della mia età che si avvicinavano al calcio a Massa. Ho sempre fatto il tifo per i bianconeri e arrivare a vestire quella maglia passando attraverso le giovanili è un motivo di grande soddisfazione. Sono riconoscente alla società per l’opportunità e per tutto quello che sono riuscito a fare con la Massese.”.

Giovanissimo, Mussi è stato uno dei protagonisti del ritorno in Serie C2 della Massese insieme a grandi giocatori dal passato glorioso. Una delle squadre più amate dai tifosi della Massese che ancora oggi non si scordano della gesta di quei grandi calciatori. “Sono stato fortunato nel giocare sotto un presidente di grandi ambizioni come Bertoneri.– continua Mussi –Era una squadra eccezionale. Avevamo giocatori del calibro di Zecchini, Chiarugi, ma anche lo stesso Redomi che era un vero lusso per la Serie D. Ma la cosa più bella è che, al di là dei grandi giocatori arrivati dalle categorie superiori, eravamo tutti ragazzi della stessa età e cresciuti nel settore giovanile. Questo ci ha permesso di avere quel qualcosa che chi viene da fuori non ha. E poi eravamo un grande gruppo fondato sull’amicizia. Se l’allenamento era alle 15, ci si presentava anche due ore prima al campo. Eravamo tutti amici e ci divertivamo insieme. Si era creato un clima piacevole che ha coinvolto anche i tifosi.”.

Dopo 3 anni e mezzo con la casacca bianconera per Mussi si sono aperte le porte del grande calcio. Prima al Parma con Sacchi che lo ha portato con lui al Milan dove sono arrivati i trofei più belli, quali uno scudetto e una Coppa dei Campioni. Poi il Torino e la storica finale di Coppa Uefa e di nuovo al Parma dove quella coppa l’ha vinta due volte. “Sono arrivato nel momento giusto in tutte le squadre in cui sono andato. Al Milan ho trovato la squadra degli immortali con cui ho vinto tutto. Al Torino ho trovato una grande squadra, la migliore della storia granata dopo quelle del Grande Torino e quelle di Pulici e Graziani. Abbiamo vinto una Coppa Italia e abbiamo raggiunto una finale storica per la società in Coppa Uefa. E al Parma ho trovato la miglior formazione che abbiano mai avuto da quelle parti. Sono andato molto vicino anche a diventare campione del mondo nel ’94. Ho realizzato i miei sogni, non potevo chiedere di più dalla mia carriera.”.

Una bacheca piena di trofei per Mussi e un mondiale, quello del ’94, sfiorato. Storico il suo assist per Baggio contro la Nigeria. Uno dei migliori prodotti del vivaio della Massese, riconosciuto dai suoi tifosi a cui augura di tornare presto nelle categorie che meritano. “Dispiace vedere la Massese in queste condizioni. La città merita quantomeno la Serie C, ma capisco che ci siano sempre meno investitori. Il mio augurio è quello di poter tornare presto tra i professionisti, i tifosi hanno dimostrato e continuano a dimostrare la loro grande passione e si meritano di meglio. Senza nulla togliere all’attuale società che ha salvato il calcio della città.”.

NICOLA BONGIORNI

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