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Confimpresa: «Servono sostegni a fondo perduto per i parrucchieri»

Primo di una serie di incontri per conoscere i bisogni dei diversi lavoratori del settore.

Confimpresa Massa Carrara: al via i gruppi di lavoro per meglio comprendere le necessità delle aziende di varie categorie produttive. Al primo incontro promossi da Confimpresa sono stati coinvolti l’onorevole Martina Nardi per quanto riguarda il contatto a livello nazionale e il consigliere regionale Giacomo Bugliani per il regionale, insieme ad alcuni rappresentanti delle varie categorie.
“E’ stata una riunione aperta – spiega Daniele Tarantino di Confimpresa – volta alla discussione di protocolli di sicurezza elaborati, velocizzazione degli aiuti e coperture economiche. Sia l’onorevole Nardi che il consigliere Bugliani, si faranno portavoce delle istanze presso le rispettive sedi istituzionali”.
I primi incontri si sono focalizzati su parrucchieri, estetiste, autoscuole e settore turistico, settori fortemente penalizzato dall’emergenza pandemica Covid-19.
“Abbiamo già predisposto il protocollo dei parrucchieri – informa Tarantino – e inoltrato le istanze della categoria che chiede l’aiuto del governo con contributi a fondo perduto. I parrucchieri che aderiscono al protocollo si impegnano ad osservare tutte le regole di contenimento previste dalla legge. Chiediamo all’Inail una modifica sul trattamento dei dipendenti contagiati, ovvero l’esonero del datore di lavoro dalla responsabilità di un eventuale contagio del lavoratore. Chiediamo inoltre l’anno “in bianco” su tutte le tassazioni”. Tuttavia, per Tarantino, oltre che verso il governo bisogna puntare l’indice anche sui Comuni. “Ok al governo, concordo. Ma vorrei chiedere ai Comuni di agire prontamente per quello che è di loro competenza evitando di fare proclami di cui non c’è bisogno. Intanto i Comuni facciano la detassazione (Cosap, Tari e altro) compreso il parcheggio per i commercianti. In questo periodo per certi esercenti la spesa per il biglietto del parcheggio supera il ricavato della giornata di lavoro. Chiaramente bisogna ripartire, non essendoci ancora il contributo dei 600 euro promessi e la cassa integrazione. Certo, se avessero il pane sotto i denti probabilmente non avrebbero così tanta fretta di riaprire. Quindi, invitiamo il comune di Massa e gli altri Comuni della Provincia a detassare, ad abbassare il costo della vita e controllare l’impennata dei prezzi, rincarati a dismisura”.