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Le Rsa Cgil di Nausicaa: quei servizi non dovevano essere sospesi

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«Con l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 il ministro dell’Istruzione ha deciso di sospendere la normale attività didattica ed attivare la didattica a distanza di conseguenza molti dipendenti di Nausicaa spa sono stati costretti ad accedere agli ammortizzatori sociali». Lo affermano Elisa Dellarosa e Federica Martini, Rsa della Fp Cgil. «Come Rsa – scrivono in una nota – vorremmo porre l’attenzione su un servizio che secondo noi poteva continuare ad essere attivo, seppur con orario ridotto: ci stiamo riferendo all’assistenza socio-educativa, territoriale e scolastica. Pensare che rapporti creatisi in anni, come quelli che intercorrono tra educatori ed utenti, si possano di colpo interrompere, non corrisponde a nostro avviso ad una scelta sensata. Quotidianamente, dalla chiusura dei servizi del 3 marzo, gli educatori richiamano la nostra attenzione sul fatto che i loro utenti, cosi come gli insegnanti, con i quali fino alla chiusura delle scuole hanno collaborato, li contattano per svariati motivi: per organizzare e gestire il lavoro portato avanti, per trovare soluzioni su come adattare la didattica alle competenze dei ragazzi o semplicemente, ma non meno importante, per ottenere supporto psicologico. Questo si traduce in un’attività costante che gli educatori sono chiamati a svolgere.
Sicuramente, e soprattutto dal punto di vista etico e professionale, non è semplice sottrarsi a queste richieste: abbiamo a che fare con persone e con relazioni che richiedono cura ed attenzione particolare. Per gli educatori è sconfortante rilevare che questo non è tenuto in considerazione. Ci domandiamo se i dirigenti scolastici ritengono che il lavoro svolto dagli educatori all’interno delle loro classi sia realmente efficace, o sia solo utile a riempire un vuoto che con il loro personale non riescono a colmare, perché nel primo caso ci saremmo aspettati che avessero fatto pressione e richiesta di proseguimento del servizio.
La fragilità dei ragazzi disabili e delle famiglie necessita di un costante supporto e vicinanza relazionale, anche per non perdere in molti casi il lavoro svolto in precedenza.
In seguito al primo Decreto ministeriale del 03/03/20 Nausicaa ha avuto numerosi incontri con le organizzazioni sindacali. Come organizzazione, fin da subito abbiamo proposto di attivare la modalità di lavoro in remoto.
Il 7 aprile siamo arrivati alla stipula di un accordo con il quale l’azienda si impegnava a:
– dare mandato ai propri dipendenti coordinatori di effettuare una ricognizione dei casi di educativa scolastica e territoriale attualmente sospesi;
– valutare la possibilità di programmazione e progettazione dei centri estivi in vista di una ripresa degli stessi, anche attraverso forme alternative di attuazione (considerato che il 4 maggio alcune attività potrebbero riprendere e molti genitori rientreranno a lavoro);
– programmare la formazione a distanza per il comparto educatori e non solo (Operatori socio assistenziali, Cuochi, Autisti e Accompagnatori di scuolabus).
Ad oggi sappiamo che nessun progetto educativo è stato attivato. Pertanto chiediamo al Comune e in particolare all’assessora Anna Galleni e all’assessore Matteo Marinelli se hanno la volontà politica di salvaguardare un’utenza fragile, già duramente colpita dalle restrizioni imposte dai vari decreti, se i danni al bilancio delle casse comunali possano essere arginati dalla sospensione di alcuni servizi. Infine a Nausicaa Spa chiediamo, considerati gli impegni presi nell’accordo siglato il 7 aprile, se ha intenzione di attivare perlomeno la formazione dei dipendenti che in questo momento sono in cassa integrazione».

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