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Sospensione Serie C e 4 promozioni, la proposta dei club

In Serie B le prime di ogni girone, sorteggio per la quarta promozione. Il direttivo deciderà se approvare o meno il prossimo 4 maggio

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Si è svolta oggi la riunione della Serie C per discutere le varie ipotesi sulla conclusione della stagione 2019/20. L’intenzione dei rappresentanti della terza serie sarebbe quella di proporre al Consiglio Federale della Figc la definitiva sospensione del campionato, il blocco delle retrocessioni e la promozione in Serie B di quattro società: quelle che al momento risultano prime in classifica nei rispettivi giorni (Monza, Vicenza, Reggina) ed una quarta società individuata tramite sorteggio tra quelle che occupano una posizione di classifica che consentirebbe l’accesso alla fase playoff.

Il sorteggio dovrà essere effettuato utilizzando lo stesso format/tabellone previsto per la disputa dei playoff. Si apre dunque una possibilità anche per la Carrarese, sebbene la probabilità di estrazione, se davvero il meccanismo fosse quello appena descritto, sia piuttosto bassa, considerato il gran numero di squadre in zona playoff (playoff che, ricordiamo, coinvolgono i club dalla seconda alla decima posizione di ogni girone).

In ogni caso, non c’è ancora niente di certo. La proposta completa verrà discussa in Assemblea il prossimo 4 maggio e il Direttivo deciderà se approvare o meno, inviandola di conseguenza alla FIGC. Nel frattempo, il presidente della Serie C Francesco Ghirelli ha dichiarato a Tutto C: “La situazione continua ad aggravarsi: rispetto all’assemblea del 3 aprile è passato ancora del tempo ed è peggiorata la situazione economica dei presidenti. Per intenderci: Bamonte, patron della Giana Erminio, è un imprenditore molto solido e molto valido che produce mozzarelle buonissime per ristoranti e pizzerie. A chi le vende adesso? E poi la situazione psicologica si è aggravata: quando cresce l’ansia, il calcio diventa più fragile perché non si riesce più a ragionare come prima. Dobbiamo pensare che c’è una fascia, che inizia a Novara e termina a Bergamo, passando per Alessandria, Crema, Piacenza e Salò in cui è veramente dura parlare di calcio. Hanno tutti la voglia di tornare a giocare ma dobbiamo essere realisti e mettere tutti quanti nelle condizioni, sanitarie ma anche economiche, di farlo”.

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