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Covid-19, Ferri e Mallegni si confrontano con gli imprenditori di Confartigianato

I due interverranno in collegamento web, l'incontro è moderato dal giornalista Attilio Papini

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In tempo di emergenza e di crisi, artigiani, piccole e medie imprese che sorreggono il tessuto socioeconomico locale e nazionale cercano risposte dalla politica. Ed è per questo che Confartigianato Massa Carrara ha voluto discuterne direttamente con due onorevoli che rappresentano il territorio apuo-versiliese a Roma: il senatore Massimo Mallegni (Forza Italia) e il deputato Cosimo Maria Ferri (Italia Viva). Un incontro ‘virtuale’, come prescrivono tutte le regole di sicurezza previste dai vari decreti varati dal governo, ma non per questo meno importante. Anzi. Sarà una classica diretta streaming, coordinata dal giornalista Attilio Papini, durante la quale interverranno a distanza i due onorevoli, in collegamento web, nell’ambito della tradizionale rassegna ‘Confartigianato incontra la politica’ che, come di consueto, sarà trasmessa sulla pagina Facebook di Confartigianato Massa Carrara venerdì 17 aprile alle ore 17.30.
Oggetto dell’incontro l’analisi politica, economica e sociale dei provvedimenti adottati dal Governo per il contenimento dell’emergenza epidemiologica Covid-19 e delle conseguenti misure per il sostegno delle famiglie e delle imprese. “Vogliamo analizzare con i nostri rappresentanti a Roma tutti i provvedimenti e le misure prese dal 26 febbraio a oggi – spiega il presidente di Confartigianato, Sergio Chericoni – ma non ci limiteremo a quello. Ai nostri politici chiediamo risposte e chiarimenti su molti aspetti. Per esempio: perché la dichiarazione dello stato di emergenza di gennaio è stata fatta passare così in sordina? Un gran silenzio perdurato fino a marzo mentre l’emergenza era già nota e ratificata in un provvedimento. E’ stato sottovalutato il pericolo o è stata una precisa scelta tecnica, per non avere ricadute immediate sul tessuto sociale ed economico? Ovviamente entreremo poi nel merito dei vari provvedimenti presi dal governo tramite i vari Dpcm, il decreto Cura Italia e quello della liquidità, evidenziando quelle che, a nostro parere, sono le tante storture, come le 600 euro destinate alle partite Iva, misura chiaramente insufficiente. E chiederemo lumi anche su quella potenza di fuoco da 400 miliardi di euro che rischia di rivelarsi un fuoco d’artificio del governo: tante luci, un bello spettacolo e zero sostanza. Alle imprese si dà solo garanzia sulla liquidità ma i soldi vanno presi in prestito dalle banche e poi restituiti, mentre nel frattempo serviranno a pagare le tasse. E’ evidente che la liquidità sarà solo per le casse dello Stato. Tanti dubbi e tante domande – conclude Chericoni – a cui speriamo che i nostri onorevoli sappiano dare delle risposte. Perché, utilizzando termini tanto cari a chi sta governando oggi, si rischia di trasformare il ‘lockdown’ del Paese in uno shutdown di tante imprese: una chiusura definitiva senza vie di uscita”.

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