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Appuntamento con la storia: la Massese più forte di tutti i tempi

Secondo appuntamento per rivivere le glorie della storia bianconera. Questa volta vi portiamo nel dopoguerra quando la Massese di Tre Re fece tremare anche la Juventus

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Tutti i tifosi della Massese hanno una particolare squadra impressa nel cuore. Ognuno ha la sua: c’è chi, fortunato, ha potuto vedere la leggendaria cavalcata dei bianconeri di Vitali & Co. fino alla Serie B, e quella formazione mai se la scorderà; c’è poi chi ha visto giocare Bertoneri in C2 e per anni si è chiesto come potesse un calciatore di quella finezza tecnica giocare in una categoria simile. Ma la Massese più amata è senza dubbio molto più indietro nel tempo, forse troppo perchè gli vengano dati i meriti che gli spettano. Per trovarla dobbiamo infatti tornare al lontano 1945.

Massa è uscita distrutta dalla Seconda guerra mondiale. L’assalto degli Alleati alla Linea Gotica ha messo in ginocchio la città e i suoi abitanti che nel frattempo cercavano, tra le macerie della guerra, di ricostruire una squadra di calcio che potesse far dimenticare per 90 minuti alla settimana i dolori di un conflitto di tale portata. La squadra tirata su da Massetani all’inizio degli anni ’40 era riuscita in quell’arduo compito e il torneo di guerra giocato dalla Massese aveva fatto innamorare i cittadini.

Nel ’45 però non c’è solo la squadra da ricostruire ma anche il campo da gioco. Ci penserà una figura storica della Resistenza massese a disegnare la tribuna del “Dina Delle Piane”: Mario Angelotti, meglio conosciuto come Conte Giò.

Risolto questo importante problema, ai dirigenti apuani non resta che cercare dei giocatori. Le ambizioni ci sono, uomini di calcio pure. Rinaldo Ricci, ex calciatore di poco successo, nel ’45 sfrutta il suo lavoro di usciere al Centro Tecncico Federale di Firenze per girare in lungo e in largo i campi della Toscana, con lo scopo di trovare dei giocatori da consegnare agli amici massesi. E proprio Ricci, assistendo ad un torneo amatoriale, nota un ragazzo che al calcio ha sempre preferito il ciclismo, ma che col pallone ha dimostrato più volte di avere un discreto feeling: Armando Tre Re. Lui, futuro giocatore e capitano della Roma, e uomini del calibro di Bacchilega o Lentini andranno a formare la grande Massese di quegli anni.

La stagione 1945/1946, nel campionato di 1° Divisione, è una passeggiata per gli uomini di mister Imre Payer, un ex nazionale magiaro dagli anni ’20 stabile in Italia. La Massese domina il campionato e si guadagna la Serie C con 15 vittorie, 5 pareggi e 0 sconfitte per un totale di 35 punti, conditi da 83 reti realizzate e solo 12 subite. Capocannoniere: Tre Re con 45 reti.

Otto unidicesimi di quella squadra verranno confermati anche per la stagione 46/47, nel girone C di Serie C. Una stagione leggendaria, una squadra scolpita nella memoria e nel cuore di migliaia di appassionati massesi che di quela squadra diranno sempre: “la Massese più forte di tutti i tempi”. Purtroppo la televisione arriverà solo qualche anno più tardi e a noi non rimangono che delle vecchie foto sbiadite e le testimonianze di chi ha avuto la fortuna di ammirare quella squadra dal vero, ma quello che è certo è che mai nella storia del calcio massese si è creato un rapporto così profondo e sentito tra i bianconeri e i loro tifosi, sempre più numerosi di domenica in domenica.

Il campionato non ha storia, di nuovo. La Massese è semplicemente troppo forte per le contendenti. Il “Dina delle Piane” è un fortino: 12 vittorie e 2 pareggi in 14 partite giocate tra le mura amiche. Tre Re è una certezza: 22 reti. La classifica finale recita 42 punti in 28 partite; 66 gol fatti e 18 subiti. La Serie B sembra inevitabile, ma il caos del dopoguerra italiano costringe la Massese a prendere parte agli spareggi insieme a Cento, Gubbio, Grosseto, Macerata e Civita Castellana, vincitrici dei rispettivi gironi. In città però sono tutti certi, la Massese andrà in Serie B. E quando ricapita una squadra così?

La sensazione tra gli spalti è che per battere la Massese serva un miracolo e i supporters bianconeri lo fanno notare a tutti cantando, puntualmente: “Olio, olio minerale. Per vincer la Massese ci vuol Nazionale.”.

Ma gli spareggi consegnano un’altra versione alla storia. Proprio mentre i bianconeri si stavano giocando la Serie B sul campo, la società aveva organizzato delle amichevoli di lusso: una a Firenze contro la Fiorentina, per la prima volta, e un’altra a Massa contro la Juventus.
I torinesi arrivano a Massa e, davanti al solito straordinario pubblico, si trovano di fronte a una montagna. La Massese riesce a passare in vantaggio: 1-0, Lentini con una rete che costringe Sentimenti IV, portiere della Juve, ad applaudire la mezzala apuana. Un primo tempo di categoria superiore. Ma la Juventus non ci sta a perdere e, con una riserva di lusso quale un giovanissimo Giampiero Boniperti, nel secondo tempo la ribalta. La doppietta di Lentini sigla il 2-3 finale, ma la partita nella seconda frazione si è fatta molto dura, più di quanto meriti un’amichevole, e proprio Lentini al triplice fischio farà partire una gigantesca rissa che comprometterà per sempre i rapporti con la Vecchia Signora che non tornerà più a Massa a giocare, nonostante gli inviti.

Proprio gli scontri e le risse, dentro e fuori dal campo, condizioneranno gli sfortunati spareggi per andare in Serie B. Prima contro i torelli del Grosseto, un lancio di sassi in direzione del direttore di gara, tale Bernardi di Bologna, costringerà la federazione ad annullare il pareggio ottenuto sul campo e a far rigiocare la partita. Poi, dopo una serie di brutti risultati che comunque lasciano più di qualche spiraglio per la Serie B, arriva il Gubbio.
Con gli umbri, al “Dina delle Piane” succede il finimondo. Tre espulsi nelle fila degli ospiti mentre per i padroni di casa sono Sernissi e Lentini a finire sotto la doccia anzitempo. La rete di Bramanti sigilla il pareggio finale, ma il pubblico che per tutta la partita ha sostenuto eroicamente la squadra, è agitato. L’arbitro, Del Monte di Roma, non riesce a gestire la situazione e dopo vari tentativi i tifosi entrano in campo. Masetti, portiere del Gubbio e campione d’Italia con la Roma nel discusso campionato del 1942, sta per essere linciato dai tifosi e dai loro zoccoli (siamo in Luglio), ma fortunatamente ci penserà un certo Bonini Luciano, tifoso bianconero, a salvarlo.

Sfuma la Serie B. La Massese chiude il mini girone al quinto posto. Promuove il Cento, capace di schiantare per 5-1 i bianconeri di mister Payer. La Massese sarà costretta a giocare in campo neutro le 4 gare successive alla sfida contro il Gubbio e ad aspettare altri 23 anni per vedere realizzato il sogno della Serie B.

Armando Tre Re passerà prima al Livorno, poi alla Roma dove, da libero, farà da capitano anche nell’unica stagione in Serie B dei giallorossi. Giocatore di altra categoria.
Payer morirà dimenticato da tutti a Carrara, diversi anni dopo, ma la sua figura rimane una delle più importanti nella storia del calcio apuano con i suoi verbi all’infinito che hanno anticipato di quasi cinquant’anni quelli del maestro Boskov.
Mai più nessun’altra squadra a Massa venne amata come quella di quei due anni, come “la Massese più forte di tutti i tempi”.

In foto alcuni giocatori della Massese 1946/1947. Il terzo giocatore, a partire da sinistra, in piedi è Armando Tre Re. Fotografia presa dal libro: “La Storia della Massese” di Rinaldo Mercanti (Type Service Editore, 1990)

NICOLA BONGIORNI

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