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Volti coperti e occhi rassegnati sul ponte crollato foto

Erano sufficienti a manifestare tutta l'indignazione per l'abbandono, diventato insopportabile, della Lunigiana in questa zona al confine tra Toscana e Liguria

Occhi rassegnati. Se dobbiamo trovare una caratteristica comune ai cittadini che oggi abbiamo incontrato nei pressi del ponte crollato di Albiano Magra (Aulla, Massa-Carrara) è questa: occhi rassegnati. Gli occhi erano l’unica parte espressiva visibile del volto – viste le mascherine necessarie per arginare la diffusione del coronavirus – ma bastavano. Erano sufficienti per comunicare tutta la rassegnazione e l’indignazione per l’abbandono, diventato insopportabile, della Lunigiana in questa zona al confine tra Toscana e Liguria. Occhi che urlavano: «Politici, governanti, se ci siete, battete un colpo!»

Tutti i residenti con cui abbiamo parlato hanno raccontato la solita storia: un boato assordante, un’enorme nuvola di polvere, un forte odore di gas, la paura. Poi il silenzio e le grida di aiuto delle due persone letteralmente miracolate che erano sul ponte nel momento del crollo, sui loro furgoni e che, fortunatamente sono rimaste in vita. «Appena sentito il boato, sono uscito di casa – ha raccontato un residente alla Voce Apuana – e ho visto una grande nuvola bianca che si levava dall’alveo del Magra. Una volta passata, il ponte non c’era più. Poteva andare molto peggio – ha proseguito – se non ci fossero state le restrizioni dovute all’emergenza».

«Quelle due persone che si sono trovate lì sopra – ha aggiunto – probabilmente si sono salvate perché non ci sarebbe stato un crollo verticale ma un effetto domino che ha ‘adagiato’ il ponte nell’alveo».

Sulle due sponde del Magra per tutto il giorno è stato un via-vai di forze dell’ordine, vigili del fuoco, tecnici dell’Anas e politici. I politici a questo punto dovranno fornire delle risposte chiare e inequivocabili e attivarsi subito per risolvere il problema. C’è chi parla di attivare il genio militare per la costruzione di un ponte provvisorio, chi di percorrere il modello “Genova”. Quel che è certo è che a questo punto serve un enorme piano infrastrutturale di investimenti pubblici e che i responsabili paghino. Non è più accettabile, nel 2020, assistere a disastri di questo genere. Governanti di ogni ordine e grado, datevi una mossa, dicevano quegli occhi. Sennò la collera prenderà il sopravvento sulla rassegnazione. E sarà molto peggio.