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Azzurri lontani dal campo, Infantino: «Tempo per la mia famiglia: il calcio mi manca»

Il bomber della Carrarese racconta il suo periodo di quarantena: "Continuo ad allenarmi. Sempre in contatto con mister e compagni"

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Sono trascorsi 14 giorni dalla data in cui si è deciso lo stop del campionato di Serie C. Uno stop che potrebbe durare ancora a lungo, ma che ad oggi prevede una ripresa degli allenamenti per il 3 aprile. Ovviamente lo scenario è ancora in evoluzione ed è tutto molto incerto. Fino a che non sarà fatta maggiore chiarezza, la regole sono chiare: rimanere a casa e rispettare le disposizioni. Ma come stanno trascorrendo i giocatori della Carrarese questo periodo di quarantena? Lo abbiamo chiesto a Saveriano Infantino, capocannoniere assoluto di tutta la Serie C, con un bottino di 16 gol realizzati prima dello stop forzato.

Dove ti trovi ora e con chi condividi questo periodo di quarantena?
A casa mia, a Roseto degli Abruzzi, insieme a mia moglie e mia figlia.

E come passi le giornate?
Mi alzo, cerco di fare qualche servizio in casa e poi mi godo un po’ la piccola. E’ molto vivace, ci impegna dalla mattina alla sera. Però, come dicevo, cerco anche di dare una mano con le faccende. Fino a un po’ di tempo fa andavo a correre, ma con le ultime misure restrittive ho dovuto smettere.

Adesso che hai molto tempo a disposizione ti stai dedicando a qualche passione o hobby particolare?
Quando ero a Carrara, da solo, ho letto qualche libro. Qui non potrei, la bimba me lo toglierebbe dalle mani.

Qualche suggerimento per chi come te sta affrontando questo periodo di “isolamento”?
Uno solo: stare a casa. Questa è la cosa più importante. All’inizio abbiamo sottovalutato questo virus, adesso però sta morendo tantissima gente. Pensiamo a proteggere i nostri famigliari, ai nonni, alle persone care. E per farlo bisogna rispettare le regole.

Ti stai allenando? Se sì, quanto e come?
Sì, in casa ovviamente. Squat, affondi, addominali… gli esercizi base. Prima riuscivo a fare un giorno allenamento in casa e un giorno corsa, ora dovrò fare casa tutti i giorni.

Il mister vi segue? Vi dà suggerimenti per tenervi in forma?
Sì, ci siamo sentiti. Mi ha suggerito di continuare ad allenarmi e si è raccomandato di non prendere chili. Tiene molto a queste cose.

E tra compagni vi tenete in contatto?
Sì, certo. Ci sentiamo tramite messaggi, abbiamo vari gruppi su WhatsApp.

Di chi o di che cosa senti di più la mancanza in questo momento?
Mi manca il campo. Ho voglia di tornare ad allenarmi, di gioire, di esultare ad ogni gol.

Vedi lontana la ripresa degli allenamenti?
Abbiamo una data, quella del 3 aprile. Mancano 10 giorni e io voglio essere positivo. Tutto dipende dall’evoluzione di questa emergenza. Voglio pensare comunque che ci sia un modo per riprendere a giocare, magari a maggio. I campionati dovrebbero essere terminati, non sarebbe giusto per i presidenti che hanno speso molto che tutto si concluda in questo modo.

Molti ritengono che ciò che stiamo vivendo ci debba insegnare molto. Tu che cosa stai imparando da tutto questo?
Che forse ognuno di noi pensa troppo al proprio “orticello” e che occorre essere più uniti, perché in Italia è questo probabilmente il grosso problema.

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