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Inclusione sociale, via al progetto "Orto delle donne 2020" per le fasce più fragili

Un progetto diretto a donne vittime di violenza e detenuti in fase riabilitativa, che coinvolge anche il mondo delle scuole

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E’ stato illustrato nell’Aula Magna dell’Iis Meucci, in via Marina Vecchia, il progetto “Orto delle donne 2020”, promosso dall’associazione di volontariato Uisp Grande età di Massa con la collaborazione dell’associazione Sabine con Maria Giovanna Del Freo (che opera contro la violenza sulla donne) ed i seguenti partner: Iis Meucci, Comune di Massa, Provincia di Massa Carrara, Formazione Cna srl, azienda agricola Paolo Caruso, azienda agricola apicoltura Bertilorenzi, Casa circondariale Massa e Mb Garden.

Finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dalla Regione Toscana, il progetto si pone validi obiettivi, tra cui fornire strumenti per l’inclusione sociale e lavorativa a soggetti appartenenti a fasce sociali fragili, quali le donne vittime di violenza e detenuti in fase riabilitativa. Il progetto coinvolge fattivamente anche il mondo della scuola, attivando percorsi di alternanza scuola lavoro e avvalendosi della presenza della sezione di agraria dell’Iis Meucci.

“E’ un progetto valido e innovativo – ha commentato l’assessore alle politiche sociali del Comune di Massa, Amelia Zanti, presente con due assistenti sociali – Consente di abbattere le barriere culturali e le forme di pregiudizio, consentendo anche di ottenere strumenti validi da spendere nel mercato del lavoro”. Infatti, grazie a Cna, come ha ricordato il direttore della formazione, Roberto Valle Vallomini, saranno formati gratuitamente 25 soggetti nel corso dell’Hccp, obbligatorio per chi vuole lavorare nel comparto dell’alimentazione. Ci sarà inoltre un incontro di un’ora per informare i corsisti sulle modalità di ricerca del lavoro.

Ha illustrato il progetto Paolo Casotti, presidente di Uisp Grande Età, capofila del progetto, sottolineandone l’elevata valenza sociale. Si parte dalla sofferenza di persone che nella loro vita hanno avuto la sfortuna di commettere errori e di persone che invece hanno subito molestie e violenze. Fasce fragili che necessitano di riscattare la loro vita, confrontandosi nei comuni percorsi di accoglienza e accettazione. I soggetti saranno seguiti nei loro percorsi dalla psicologa Arianna Tassi.

Soddisfatta anche la direttrice del carcere di Massa, Maria Cristina Bigi: “Più riusciamo a incentrare l’offerta formativa tra territorio e carcere meglio è. Questo tipo di progetto per noi è particolarmente interessante, un’iniezione di fiducia verso quei detenuti che, con l’articolo 21, possono intraprendere percorsi lavorativi esterni”.

Anche per la scuola è una nuova esperienza, ben accolta dalla dirigente Sonia Casaburo. Sarà proprio l’area esterna della scuola l’officina pratica su cui si cimenteranno i gruppi di lavoro con la pulizia di un’area verde dove costruire un giardino di piante aromatiche, nonché la messa in posa di arnie per l’apiario gestito da Stefano Tenerini. Insomma, una sinergia di forze per un obiettivo comune: favorire l’inclusione sociale e fornire strumenti spendibili nell’offerta lavorativa.

Presente anche la giornalista, Angela Maria Fruzzetti, che, in continuità al precedente progetto, seguirà l’evolversi dei percorsi. La finalità da tutti condivisa e auspicata è la riapertura della serra “La Mimosa” in via degli Unni di proprietà della Usl Toscana Nord ovest, con l’obiettivo di realizzare una cooperativa sociale.

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