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Dialetti apuo-lunensi al centro di una ricerca internazionale, cercansi volontari

L'ortonovese Edoardo Cavirani sta conducendo un progetto per conto dell'Università di Leuven, in Belgio. Per lo studio sono necessarie alcune 'conversazioni' con chi pratica con disinvoltura la parlata dialettale

A.A.A. Parlanti dialetti lunigianesi cercasi. Materiale umano non più così facile da incontrare, e preziosissimo per l’indagine che l’ortonovese Edoardo Cavirani sta conducendo per conto dell’Università di Leuven (Belgio). “Avrei bisogno di trovare qualcuno che conosca bene alcuni dialetti lunigianesi (elencati in fondo all’articolo, ndr) e che sia disponibile a dedicarmi un po’ del suo tempo – ci spiega il ricercatore, il cui percorso universitario è iniziato a Pisa -. Si tratterebbe di sessioni individuali di circa un’ora e mezza, nel corso delle quali al partecipante verrà chiesto di descrivere e commentare un video o una serie di foto e di tradurre una serie di frasi. Se possibile, seguirebbe una parte videoregistrata in cui al partecipante sarà chiesto di raccontare qualche esperienza, diretta o indiretta, circa il fenomeno della migrazione”. Quando? Dal 19 febbraio al 5 marzo, quando Cavirani sarà in Italia.

Ma in cosa consiste la ricerca? Non è possibile rivelarne appieno lineamenti e obbiettivi, perché questo rischierebbe di inficiare le conversazioni con chi prenderà parte alla ricerca. Tuttavia, a grandissime linee, si tratta di un progetto di ricerca concentrato su una caratteristica di alcuni dialetti della Lunigiana che parrebbe contraddire i processi di costruzione dei sostantivi valevoli per tutte le lingue conosciute, o almeno per tutte le lingue romanze. “La cornice teorico-filosofica in cui si inserisce la ricerca, conosciuta come linguistica generativa, difende l’ipotesi per cui le varie lingue umane, nonostante quanto diverse possano apparire, da un certo punto di vista sono espressione di un unico sistema. In quest’ottica, lo studio e la comparazione di lingue diverse può esserci d’aiuto per capire quello che in realtà tali lingue hanno in comune, e quali sono – se ci sono – i limiti di questa variazione. Ciò vale a maggior ragione per i dialetti, ovvero sistemi che per larga parte sono identici, differendo solo per alcuni particolari. La comparazione fra dialetti può rivelarsi estremamente utile, in quanto ci permette di tenere sotto controllo molte delle variabili in gioco, e di identificare i dettagli che rendono i sistemi diversi”.

Di seguito, i territori interessati dalla ricerca: Bedizzano, Bergiola Foscalina, Colonnata, Arcola, Ameglia, Vezzano Ligure, Santo Stefano Magra, Bolano, Bagnone, Groppo, Mulazzo, Tresana, Villafranca, Treschietto, Filetto, Calice al Cornoviglio, Filattiera, Caprio, Gigliana, Lusignana e Rocca Sigillina. Questi i territori i cui dialetti e i loro parlanti interessano lo studio. Se avete modo di aiutare il ricercatore, contattatelo all’indirizzo mail cavirani.edoardo@kuleuven.be.

N.RE