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I genitori della Doganella: «La nuova ‘Giromini’ non convince»

«L'amministrazione dovrebbe optare per progetti realizzabili in tempi brevi»

La nuova Giromini da 3,5 milioni di euro annunciata dall’assessore Raggi non convince i genitori della Doganella.”Innanzitutto l’ambizioso progetto, per quanto ben fatto e studiato nei dettagli, ha costi e tempi esagerati – scrivono in una nota – sembra improbabile che ciò che non è stato realizzato in 40 anni sorga in due, per giunta con l’accensione di un mutuo che ad oggi è fantomatico. In secondo luogo, trascura la necessità di riaprire in tempi brevi una scuola elementare a Marina di Carrara. Crediamo che un progetto meno grandioso, ma volto all’edificazione di una scuola sicura e adeguata, richiederebbe costi e tempi inferiori.” C’è poi la questione dell’accorpamento della primaria Doganella alla Giromini: “Un’intenzione dapprima velatamente annunciata, ormai ufficialmente dichiarata dall’amministrazione. Contro l’accorpamento ci siamo già espressi nel 2018 depositando in Comune una petizione da circa 365 firme.”
La parte afferente alla Doganella del comitato Taliercio presieduto da Carlo Lamperti ripercorre la storia che ha portato dapprima alla chiusura di parte dell’edificio che ospita la Taliercio e la Doganella col trasferimento dei bambini alla Gino Menconi di Avenza, poi all’annuncio del polo scolastico da 30 milioni di viale da Verrazzano e infine a quello della ricostruzione e ristrutturazione della Giromini: “La notizia della chiusura di un piano dell’edificio arrivò a settembre 2017 come un fulmine a ciel sereno. Le giustificazioni dell’amministrazione per la scelta di demolire la Taliercio sono cambiate nel corso del tempo. Prima lo spettro del rischio idrogeologico; poi la presenza di due scuole elementari nello stesso plesso; infine un calo delle iscrizioni che non c’è, anzi: quest’anno abbiamo avuto 12 nuovi iscritti. Sarebbero di più se i genitori vedessero la Giunta impegnata in progetti concreti in tempi certi. Ricordiamo a tal proposito che la relazione dell’ingegner Giuliano Pellicciari non prescrive necessariamente l’abbattimento dell’edificio. Lo sappiamo perché faticosamente ottenuto la documentazione dopo un anno di sforzi per consultarla.” Il Comitato afferma i suoi intenti costruttivi e propositivi riproponendo il progetto di una scuola polmone in bioedilizia da realizzare nel parco di Villa Ceci, così da ricostruire il plesso della Taliercio un blocco alla volta: “Fu Raggi stesso, inizialmente, a ventilare l’ipotesi della ricostruzione blocco per blocco (A, B, C e D), ma l’ha presto accantonata. La soluzione di un polmone in bioedilizia dove trasferire temporaneamente parte dei bambini non solo era plausibile, ma ci è stata proprio suggerita dalla dottoressa Paola Iandolo del MIUR, insieme ai tempi e i modi per accedere ai finanziamenti regionali. Come i 400mila euro miseramente persi dall’amministrazione, e i 45 mila del progetto Agorà che quest’anno dovremo restituire, visto che la ristrutturazione della Giromini non è iniziata. Piazza 2 Giugno non ha avallato l’idea della scuola polmone lamentando dapprima l’assenza di uno spazio per il gioco, poi scongiurando l’abbattimento dei pini marittimi del parco: una scusa che oggi appare ridicola. E’ ormai chiaro che quella di distruggere la Taliercio è una scelta politica finalizzata a liberare il parco per uno scopo non esplicitamente dichiarato.” L’obiettivo resta il medesimo: “Vogliamo riportare i bambini a Villa Ceci, preservando la continuità di un percorso didattico unico in un ambiente accogliente che oggi è un’eccellenza del nostro territorio.”