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«Massa-Carrara snodo per le mafie e la maxi-operazione lo conferma» foto

Lo afferma la Fondazione Caponnetto nel recente report dedicato alla provincia apuana: «Unica area a cavallo tra Toscana e Liguria»

La Fondazione Antonino Caponnetto interviene a commento della recente maxi-operazione antidroga avvenuta tra La Spezia e Carrara in cui sono stati sequestrati 333 chili di cocaina per un valore di 100 milioni di euro e quattro persone arrestate. La Fondazione ha appena pubblicato un report sulla provincia apuana a cura di Salvatore Calleri, Pier Paolo Santi e Francesco Sinatti in cui «si evince chiaramente l’esistenza di una unica area a cavallo tra Liguria e Toscana. Questo – afferma la fondazione Caponnetto – ci raccontano la brillante operazione della Guardia di Finanza di lunedì sul traffico di droga (333 chili di cocaina purissima proveniente dal Brasile) e quella recente sugli yacht liguri il cui smaltimento passa da Massa-Carrara».

333 chili di coca nascosti nel granito: 4 arresti a Massa-Carrara

L’invito della Fondazione è sempre quello: «Non bisogna mai abbassare la guardia e parlarne, darsi degli strumenti di conoscenza aiuta il territorio a contrastarla». Nel report è scritto: «In ambito criminale la provincia è parte di una specifica macro-area, quindi da considerarsi concettualmente unita ad altre realtà geografiche per lo stesso schema criminale. Si comprende nell’immediatezza quanto risulti un contesto ben più complesso e gravido di minacce. Dovrà trattarsi di una presa di coscienza fondamentale per gli addetti ai lavori inseriti nel contrasto antimafia nell’area e solo applicando questa ottica potremmo comprendere traffici illeciti e sinergie criminali che risulterebbero altrimenti prive di collegamento. La macro-area che interessa la provincia di Massa-Carrara è individuabile in quella lucchese-apuo-spezzina, con forti influenze da Livorno e Genova per i loro strategici porti. La provincia, con la sua striscia di territorio lunigianese, diviene per questa macro-area lo snodo di transito-confine ideale e naturale verso la stessa Toscana, Liguria ed Emilia».

> PER APPROFONDIRE: IL REPORT DELLA FONDAZIONE CAPONNETTO