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Baldini sulla Juventus U23: «Appartenenza è quando rappresenti il popolo. E il popolo non c’è»

Il mister della Carrarese: «Il calcio è fatto di emozioni, ma in un campo neutro non le vivi»

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La protesta contro il progetto “Squadre B”, partito un anno fa con l’inserimento della Juventus U23 nel girone A di Serie C, ha portato fin dall’inizio diversi gruppi ultras a disertare la trasferta in terra piemontese. Un segnale forte di ribellione al sistema del cosiddetto “calcio moderno”, contro il quale ieri pomeriggio la maggior parte dei tifosi della Carrarese ha espresso una posizione chiara, lasciando il settore ospiti di Alessandria praticamente vuoto (presenti comunque una decina di supporters).

Il dibattito sulla presenza delle “Under 23” nella terza serie italiana prosegue e le opinioni in merito sono divergenti. C’è chi sostiene che le squadre B siano un’ottima opportunità per i più giovani per ottenere spazio e mettere in mostra le proprie qualità, e chi invece, come la maggior parte delle tifoserie organizzate in Serie C, continua ad opporsi. Sulla base di cosa? Fondamentalmente, che il calcio delle “big” e le serie minori sono due mondi che non possono convivere. Perché in Serie C, in modo particolare, regna il senso di identificazione, lo stretto legame tra squadra e città, un’atmosfera che, nel contesto delle squadre B, proprio non si riesce a respirare.

Nel commento post-partita di mister Baldini, al termine della vittoria dei suoi contro i bianconeri, si legge tra le righe l’opinione del tecnico azzurro: “Se la Juventus giocasse a Vinovo, in uno stadio suo e con un pubblico suo, arriverebbero nei primi 3. Il calcio è fatto di emozioni, se giochi in un campo neutro non vivi le emozioni. Loro sono le riserve della Juve che si devono mettere in mostra ma non hanno senso di appartenenza. L’appartenenza non è il nome, ma quando tu rappresenti il popolo. Il popolo non c’è”.

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