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La grande lirica (e 350 concerti) per i pazienti oncologici del Noa foto

All'ospedale delle Apuane ha cantato una delle voci più prestigiose del panorama italiano: Daniela Di Pippo

Lei è una delle voci più prestigiose del panorama lirico nazionale. Nominata ambasciatrice della lirica dal ministero per i Beni e le attività culturali e ridefinita quale “nuova divina” da una popolarissima rivista francese del settore, Daniela Di Pippo è una soprano fra le più talentuose.

Dotata di una voce purissima e dalla tessitura forte e delicata, è una concertista internazionale fra le più apprezzate. Nel presentarla, per i Donatori di Musica, il primario di Oncologia dell’ospedale delle apuane, Andrea Mambrini, confida: “E’ una occasione veramente irripetibile quella che Daniela Di Pippo ha voluto regalarci. Lei, una delle donne più invidiate ed apprezzate nella lirica internazionale, dedica, questa sera, un po’ del suo prezioso tempo per donarci una sua interpretazione di alcune famosissime liriche.”

“Sono circa 350 gli appuntamenti – prosegue il dottore – che la nostra associazione “Donatori di musica” ha organizzato dalla sua fondazione nel 2009. Moltissimi gli artisti che hanno voluto concedere il loro tempo per tentare di allentare la pressione sia psicologica che fisica che la malattia normalmente riserva e che, aggiunta alla aggressività delle terapie, scatena impronte fortemente debilitanti.”

Il concerto è iniziato con una interpretazione superlativa dell’inno nazionale che la soprano ha dispensato stringendo ed accarezzando la bandiera nazionale. Tutti in piedi con la mano destra sul cuore, hanno accompagnato sottovoce il canto forte e penetrante della cantante. Gli applausi scroscianti guadagnati dalla finissima lettura hanno finito per attrarre altri numerosissimi curiosi che hanno riempito presto la piccola saletta policonfessionale dell’ospedale Noa riservata normalmente a questi appuntamenti. Sono seguite alcune arie fra le più note interpretate magistralmente dal soprano: Vissi d’arte, dalla Tosca del Puccini, il valzer di Musetta dalla Bohème ancora del Puccini e Casta diva dalla Norma di Vincenzo bellini. Platea stregata, applausi incontenibili, selfie, autografi, foto e strette di mano. Un pomeriggio memorabile.