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«Ristrutturare il Monoblocco senza perdere servizi è possibile»

Lo ha detto il sindaco di Carrara, Francesco De Pasquale, nel corso del Consiglio comunale. Ecco l'intervento integrale

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«Ristrutturare il Monoblocco senza perdere servizi è possibile, l’Asl l’ha confermato». Lo ha detto il sindaco nel suo intervento nel Consiglio comunale tutto dedicato alla struttura sanitaria. Lo riportiamo integralmente di seguito.

Francesco De Pasquale

Il futuro del Monoblocco, è il futuro dell’intera città. Realizzare a Carrara un centro polispecialistico di livello ospedaliero, complementare all’ospedale per acuti del Noa, rappresenta un investimento intelligente e lungimirante. Sì perché si tratta di un progetto che aderisce alle prospettive di sviluppo del servizio sanitario e alle esigenze dei cittadini. Esigenze che riguardano non solo la sanità ma anche l’economia locale perché una struttura di tale livello costituisce un centro di vitalità per l’intera città e rappresenta un elemento di rilancio per il centro.
Per questi motivi, fin da quando sono stato informato della necessità di un importante intervento di miglioramento sismico nel dicembre del 2018, come sindaco e primo tutore della salute, mi sono assunto la responsabilità di gestire la vicenda nel solo ed esclusivo interesse di Carrara e dei suoi abitanti.
Mi sono immediatamente reso conto dell’importanza della partita e del peso delle decisioni che sarei stato chiamato a prendere e sin da subito mi sono dato un punto fermo: non far perdere alla città nemmeno un servizio.
Questo principio è sempre stato il mio “faro” e tutte le ipotesi di cui abbiamo discusso e su cui ci siamo confrontati in questi mesi sono sempre state rigorosamente legate a esso.

In questi mesi e negli ultimi giorni si sono lette e dette molte cose da parte di più esponenti politici, cittadini e comitati. Alcune in buona fede, altre solo strumentali. Si è creata una gran confusione su una vicenda che merita invece chiarezza, unione, coesione. Voglio quindi ripercorrere in questa sede con ordine e puntualità tutti passaggi di questa vicenda in maniera da sgomberare il campo dalle incomprensioni.
Come ho già detto, a fine 2018 mi è stata comunicata direttamente dall’Azienda la necessità di un importante intervento di miglioramento sismico sul Monoblocco: per quanto fosse già nota da tempo l’esigenza di effettuare alcune opere, mi è stato spiegato che il sopraggiungere di alcune innovazioni normative aveva reso più urgenti, impegnativi e quindi costosi i lavori da effettuare. In questa primissima fase l’unica opzione che mi è stata rappresentata era quella di chiudere la struttura per 2 anni e procedere alle opere, spostando i servizi non si sa dove.
Ritenendo inaccettabile per la nostra città una tale perdita, ho chiesto e ottenuto approfondimenti e nuove valutazioni tecniche per scongiurare lo svuotamento del Centro Polispecialistico. Si è trattato di una fase di grande tensione e concitazione, in cui era forte la preoccupazione di vedere messa in ginocchio definitivamente la sanità cittadina e con essa probabilmente tutta Carrara. Esattamente in quei giorni, nel corso di una chiacchierata informale il dottor Giuliano Biselli (responsabile dei presidi ospedalieri delle Apuane dell’Azienda Sanitaria Usl Toscana Nord Ovest) mi ha ventilato l’idea della costruzione di un nuovo edificio nell’area di Monterosso dove trasferire tutti i servizi del Monoblocco.
In un momento in cui l’unica opzione sul tavolo era quella di chiudere il Centro Polispecialistico per almeno 2 anni e perdere quindi i servizi, ho ritenuto che nessuna opzione dovesse essere scartata. Voglio ribadire che si trattava e si è sempre trattato di una ipotesi.
Sarebbe inutile specificarlo ma visto quello che ho letto sulla stampa lo specifico: anche in quella fase non è mai stata abbandonata l’opzione del miglioramento sismico del Monoblocco e dunque del suo mantenimento.
Grazie all’impegno dell’azienda sanitaria e alla collaborazione dell’assessorato regionale alla Sanità, che hanno accolto le mie richieste di approfondimento, successivamente sono emerse nuove soluzioni tecniche. Tra queste la possibilità di effettuare il miglioramento sismico del Monoblocco per fasi.
In un primo momento i tecnici hanno parlato di effettuarlo per “grandi blocchi”, una soluzione che per quanto migliorativa rispetto a quella iniziale, ancora non garantiva la permanenza dei servizi in città. Poi grazie a ulteriori approfondimenti è stato ipotizzato un intervento su porzioni più limitate, cioè “due piani per due piani”. Potrete capire che mentre il tempo passava, approfondimento dopo approfondimento, la situazione cambiava radicalmente. Anche se i nodi, per garantire la permanenza di tutti i servizi, non erano ancora tutti sciolti.
Infatti a ottobre nel corso dell’incontro con i medici che lavorano nella struttura, organizzato dall’Asl, è stata rappresentata la difficoltà di mantenere in sede le sale che ospitano l’attività chirurgica ambulatoriale: una criticità che non era mai emersa in precedenza.
Apro una parentesi perché anche su questo v’è stata una speculazione da parte di qualcuno: quell’incontro era stato voluto da Asl ed era riservato ad un confronto tra istituzioni, tant’è che erano stati invitati anche i sindaci di Massa e Montignoso.
Come dicevo, nel corso di quell’incontro è emerso un nuovo “dettaglio” tecnico che ancora una volta ha modificato le carte in tavola: le sale operatorie dovevano essere trasferite a Massa. E’ in questa fase che abbiamo iniziato a prendere visione di alcuni schemi contenenti le superfici del nuovo edificio. Una visione che non ci ha affatto rassicurato, ma al contrario ci ha fatto sorgere pesanti dubbi sul fatto che il nuovo edificio potesse costituire una base solida su cui fondare le prospettive della sanità non solo di Carrara ma dell’intero distretto.
A questo punto abbiamo proposto una soluzione che eliminasse le criticità sulla permanenza dell’attività chirurgica. Mi riferisco a quella che abbiamo chiamato “terza via” ovvero la costruzione un nuovo polo chirurgico, adiacente al Monoblocco, dove trasferire l’attività della day surgery e dell’oculistica, per garantire permanenza della chirurgia ambulatoriale in città. La costruzione del polo chirurgico era da abbinarsi, nella nostra proposta, al miglioramento sismico del Monoblocco in modo da mantenere quegli spazi che riteniamo “indispensabili” alla nostra visione di sanità.
Infine, e siamo ai primi di novembre, gli ultimi approfondimenti che abbiamo richiesto all’azienda hanno evidenziato che l’attività della chirurgia ambulatoriale potrà restare al Monoblocco, anche a cantieri aperti, grazie alle nuove soluzioni tecniche individuate.

Questa ricostruzione dei fatti chiarisce bene che nel corso di questi ormai 11 mesi il quadro della situazione è cambiato più volte sulla base delle nuove informazioni tecniche che man mano si sono presentate. Lo scenario che ci è stato messo davanti, è cambiato radicalmente diverse volte e questo spiega perché non ci siamo schierati immediatamente per questa o quell’altra opzione, e perché abbiamo a lungo chiesto approfondimenti e nuovi studi. Oggi posso dire che le nostre richieste sono servite e hanno dato i loro frutti, perché hanno permesso di avere prospettive che solo 11 mesi fa erano impensabili.
Il nostro obiettivo è sempre stato quello di mantenere in città tutti i servizi, perché Carrara non si può permettere di perderne nemmeno uno. Puntare su una o sull’altra soluzione senza avere garanzie su quello che sarebbe successo nel periodo dei lavori, avrebbe significato fare un salto nel buio.
Adesso gli ostacoli principali appaiono rimossi visto che l’azienda ci ha spiegato che è possibile migliorare simicamente il Monoblocco senza perdere servizi. Per questo chiediamo che oltre a questo intervento venga finanziata anche una ristrutturazione che permetta di utilizzare tutti gli oltre 10mila metri quadri dell’edificio, ovvero spazi che proiettino nel futuro la nostra sanità. Questo permetterebbe tra le altre cose, di portare al Monoblocco la Casa della Salute e di dotarla degli spazi necessari a farla crescere in termini di prestazioni offerte.
L’impegno che chiediamo alla Regione Toscana è quello di metterci a disposizione le risorse per avviare una nuova fase nella storia della sanità locale. Una fase in cui si proceda a una progettazione di ampio respiro e sul lungo periodo. Noi stiamo ragionando nell’ottica di creare un centro polispecialistico di livello ospedaliero, che ospiti anche la sanità territoriale e che valorizzi la chirurgia ambulatoriale in modo da avere una struttura complementare al Noa che sappia venire incontro alle esigenze della popolazione. I cittadini infatti non necessitano solo di avere risposte alla fase acuta ma anche e soprattutto ai momenti successivi e alla cronicità. Questa è la nostra visione, quella per cui stiamo lottando e su cui chiediamo alla Regione di mettere le risorse.
Spero che questa visione sia condivisa non solo dalla Regione ma da voi tutti che siete in questa sala. Perché la sanità, la salute e il benessere dei nostri cittadini non hanno e non devono avere colore politico.
Invito tutti quindi all’unità: questo presidio sanitario, così come lo immaginiamo, non serve solo a Carrara ma all’intera area vasta. Non permettere il mantenimento, il miglioramento e lo sviluppo del Monoblocco non sarebbe solo un’imperdonabile occasione sprecata.
Ma significherebbe non comprendere i bisogni e le aspettative di un intero territorio.

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