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Franchi Marmi, quotazione in Borsa congelata. Interdetti due noti imprenditori

La notizia è stata riportata dal Sole 24 Ore. Al centro dell'indagine ci sarebbe un reato tributario connesso all'acquisto di una cava nell'ambito di un fallimento

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È stata congelata la quotazione alla Borsa di Milano della Franchi Umberto Marmi, una delle principali aziende del marmo di Carrara. Lo ha riportato Il Sole 24 Ore pochi giorni fa, senza fornire le motivazioni che hanno indotto al blocco dell’Ipo che avrebbe dovuto portare allo sbarco a Piazza Affari.

«Il gruppo toscano – ha scritto il quotidiano finanziario – stava lavorando allo sbarco a Piazza Affari da diversi mesi ed era già stata costituita la pattuglia dei consulenti, composta da Credit Suisse, Alantra e Emintad a cui si era aggiunta da poco Mediobanca. Le origini dell’azienda risalgono al 1971: leader nel distretto del marmo di Carrara, con quasi 50 anni di storia, specializzata nel segmento dei marmi di lusso. La famiglia Franchi detiene il 100% del capitale della società. Il totale ricavi nel 2018 ha raggiunto circa 62 milioni di euro con una crescita del 26% rispetto all’esercizio 2017, con un Ebitda margin a fine 2018 pari al 48%. Negli scorsi mesi l’azienda ha trattato anche un ingresso nel capitale del fondo Peninsula, ma le discussioni non hanno avuto esito positivo».

La motivazione di questo “congelamento” risiederebbe nel fatto che negli ultimi giorni il gip del tribunale di Massa ha emesso un’ordinanza con la misura cautelare del divieto di esercitare per un anno qualunque attività di impresa nei confronti del presidente del consiglio di amministrazione della Franchi Marmi, Alberto Franchi. L’interdizione per sei mesi è scattata anche per un altro industriale del marmo, Andrea Rossi, del Fiorino.

Al centro dell’indagine, condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dalla Procura di Massa-Carrara, ci sarebbe un reato tributario connesso all’acquisto di una cava nell’ambito di un fallimento. Il gip ha disposto anche il sequestro preventivo di 432.355 euro relativi a somme di denaro depositate sui conti correnti, libretti di risparmio, titoli, azioni, fondi e altri strumenti di investimento della società Franchi Marmi. La somma sarebbe intesa come profitto del reato tributario contestato.

(foto: repertorio)

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