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Vapori tossici dall’area Syndial, interviene l’Arpat

L'agenzia regionale ha inviato alcune precisazioni dopo la denuncia del Movimento 5 Stelle che aveva lanciato l'allarme sulla situazione ambientale della zona industriale

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Sulla denuncia fatta qualche settimana fa dal Movimento 5 Stelle di Carrara relativa a vapori tossici l’Arpat nell’area Syndial, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, ha inviato una precisazione che riportiamo di seguito.

“La stampa locale — scrive l’Arpat — ha recentemente riportato le denunce di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle sul pericolo di esalazioni nell’area Syndial S.p.a. di Avenza Ex Enichem (con riferimento ad un verbale della Conferenza dei Servizi, presso il Ministero dell’ambiente, del luglio 2016) segnalando “…concentrazioni di sostanze tossiche nell’aria superiori ai limiti di legge che determinano valori di rischio cancerogeno non accettabili…impegnava ARPAT a verificare lo stato di (im)permeabilizzazione del terreno … Arpat esegue il sopralluogo 10 mesi dopo (il 10 maggio scorso)…”.
“A questo proposito – prosegue Arpat — e considerando anche la dichiarazione del M5S che “…ha richiesto (ad ARPAT) il verbale che ha ricevuto circa un’ora fa con una data del 5 giugno 2017…”, l’Agenzia ritiene necessario fornire alcune precisazioni. La citazione non si riferisce al verbale della Conferenza dei Servizi, ma a quello di una riunione di un Tavolo Tecnico del 21 giugno 2016 presso il Ministero dell’ambiente e riguarda i risultati dell’applicazione dell’Analisi di Rischio sito-specifica (vedi seguito) e le relative misure di concentrazione di varie sostanze inquinanti nell’aria ambiente effettuate da Syndial, in contraddittorio con Arpat. Nel caso di Syndial le campagne di misura sono inserite all’interno del procedimento amministrativo di approvazione del progetto di bonifica dei suoli dell’area dell’ex stabilimento, sul quale Arpat è tenuta ad esprimersi.
“La normativa di settore prevede che, a valle della fase di indagine compiuta sul sito (caratterizzazione), si proceda alla determinazione degli obiettivi di bonifica (Concentrazioni Soglia di Rischio, CSR) attraverso un’Analisi di Rischio (prevista dall’art. 242 del DLgs 152/06, con le modalità tecniche indicate nell’allegato 1 alla parte IV del titolo V). Questa procedura prevede il calcolo delle CSR attraverso software dedicati, ai quali devono essere fornite informazioni di natura chimica, fisica, tossicologica, idrogeologica, etc, relative al sito e tutte le altre, importanti, informazioni sui potenziali percorsi che i contaminanti possono seguire (“percorsi attivi”) per raggiungere i soggetti esposti, che nel caso specifico sono i lavoratori”.
“Le determinazioni effettuate sull’aria ambiente (da Syndial ed Arpat in contraddittorio) si inseriscono proprio nel quadro di individuazione dei percorsi attivi e, quindi, non avevano la funzione di verificare il rispetto di un limite prescrittivo per gli ambienti di lavoro, ai sensi del testo unico sulla sicurezza del lavoro (determinati peraltro con altre metodiche), ma quello di verificare se i contaminanti volatili presenti nel suolo potevano raggiungere la superficie del sito e presentarsi in concentrazione tali da rendere necessaria la rimozione degli stessi attraverso l’esecuzione del progetto di bonifica”.
“Nel verbale del tavolo tecnico, come pure in tutti i documenti preparatori, anche di ARPAT, non si parla mai di superamento di limiti di legge, che peraltro non sono definiti per le sostanze ricordate, ma di superamento dei limiti di rilevabilità, cosa ben diversa e che corrisponde alla capacità strumentale di rilevare nell’aria la presenza di composti aerodispersi, anche se in concentrazioni molto basse”.
“Tra l’altro, nelle campagne di misura, Arpat ha riscontrato contaminanti inizialmente non presi in considerazione dall’azienda (in particolare alcuni composti organoalogenati e mercurio) e ne ha chiesto l’inserimento nell’analisi di rischio. In particolare è stata manifestata l’esigenza di considerare tutti i contaminanti riscontrati in concentrazioni superiori ai limiti di rilevabilità, ossia strumentalmente leggibili, nella valutazione dei rischi e calcolo delle Csr. Questa prescrizione è stata recepita dall’azienda (si veda punto 11 Verbale della conferenza istruttoria del 20 luglio 2016) ed i valori delle Csr. calcolate “tenuto conto anche del percorso di inalazione dei vapori”, sono state ritenute valide dalla Conferenza stessa”.
“È stato, poi, previsto il proseguimento del monitoraggio dell’aria nel sito, per confermare i valori riscontrati o per intercettare qualsiasi variazione dello stato dell’aria, in ottica di prevenzione, mentre, sulla base dei risultati ottenuti nell’Analisi di Rischio (approvati nella conferenza dei servizi decisoria del 21 luglio 2016 ), è stato, successivamente, predisposto il progetto di bonifica dei suoli, attualmente in fase di approvazione”.
“La bonifica, che come già detto deve portare al rispetto degli obiettivi rappresentati dalle Csr, e nel caso di sostanze cancerogene, è finalizzata a garantire che un lavoratore, esposto per un periodo di 30 anni e per 8 ore al giorno, non possa contrarre patologie tumorali con una probabilità maggiore di 1 su 1.000.000 in caso della singola sostanza cancerogena e inoltre deve essere rispettato il limite di 1 su 100.000 in caso di compresenza di più sostanze”.
“Tra le varie prescrizioni rilasciate all’azienda, c’era anche quella di una verifica con Arpat dell’integrità delle pavimentazioni esistenti, propedeutica alla “progettazione definitiva” della bonifica dei suoli”.
“Arpat il 10 maggio 2017 ha effettuato un sopralluogo per verificare la presenza di aree nelle quali l’impermeabilizzazione in asfalto doveva essere ripristinata e/o manutenuta. La dilazione nel tempo del sopralluogo, rispetto agli impegni assunti da Syndial in sede di conferenza di servizi, deriva dal fatto che era stato ritenuto necessario da parte di Syndial confermare la presenza dei contaminanti nelle concentrazioni individuate nelle misure effettuate da ARPAT, procedendo ad una serie di campagne di verifica.
Va osservato, comunque, che quello del 10 maggio è solo uno dei tanti sopralluoghi effettuati da ARPAT nel sito nel corso del 2016 e 2017. A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, ricordiamo che, per ottemperare alle richieste del Ministero dell’Ambiente, sono state eseguite, solo nel 2016, campagne di monitoraggio aria ambiente nei mesi di marzo, aprile, maggio e settembre.
Sono proseguiti i monitoraggi delle acque di falda con il prelievo di 47 campioni inviati ai laboratori ARPAT nei mesi di aprile, maggio, novembre 2016 e maggio 2017 ed inoltre sono tuttora in corso i lavori di supporto tecnico al Ministero per l’esame del progetto di bonifica dei terreni, della falda ed sulle osservazioni Syndial alle prescrizioni del verbale della conferenza di servizi decisoria del 21/07/2016.
In conclusione, Arpat è stata da sempre impegnata, con ingenti risorse, in tutto l’iter istruttorio della bonifica del sito Syndial, e degli altri circa 200 presenti nell’ex SIN (oggi SIN/SIR).
Per quanto riguarda Syndial, negli ultimi due anni, si è avuta un’importante accelerazione dell’iter istruttorio, grazie all’impegno di tutti i tecnici che vi hanno lavorato e delle Amministrazioni locali e centrali che, ognuna per le proprie competenze, hanno permesso di approvare il progetto di bonifica della falda e a breve, finalmente, anche quello di bonifica dei terreni.
Un’ultima doverosa precisazione riguarda le modalità con le quali l’Agenzia ha reso disponibile il verbale del sopralluogo del 10 maggio: nonostante il documento riguardasse una situazione ancora in istruttoria, e pertanto di norma sarebbe stato previsto il differimento della consegna dello stesso, Arpat, su richiesta di un esponente del Movimento, ha ritenuto di trasmetterlo comunque e in un tempo brevissimo, evidenziando concretamente la terzietà e la trasparenza del proprio operato.
Infine — conclude l’agenzia regionale — il verbale fornito ai richiedenti del M5S presentava la data di protocollo del 5 giugno 2017 poiché lo stesso è stato estratto da un documento inviato ad Arpat e protocollato proprio in tale data. I sistemi di protocollo di Arpat, a garanzia e tutela di chi presenta istanze e documenti, stampano automaticamente sulle pagine dei documenti assunti a protocollo la data in cui il protocollo stesso viene attribuito, motivo per il quale sul documento trasmesso al M5S compariva la data del 5 giugno”.

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