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Le cave su "Anthropocene", De Pasquale: non solo disastri

Il sindaco di Carrara interviene a commento del docu-film: «L’attività estrattiva ha e ha sempre avuto un impatto ambientale molto elevato ma anche dei benefici per la nostra città»

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«In attesa di vedere il documentario e prima di esprimere un giudizio, in riferimento all’immagine della nostra città mi limito a dire che a Carrara arrivano migliaia di turisti ogni anno da tutto il mondo proprio per visitare le cave: noi lavoriamo per far sì che la nostra città sia conosciuta per la sua bellezza, fatta di attrazioni naturali, culturali e artistiche». Sono le parole del sindaco di Carrara, Francesco De Pasquale, a commento del docu-film “Anthropocene”, nel quale le cave di marmo sono state inserite tra i disastri planetari.

Un fotogramma tratto dal docu-film Anthropocene

«In questo senso – prosegue il primo cittadino – non si può dimenticare che siamo stati insigniti del riconoscimento di Città Creativa dell’Unesco e che il nostro marmo, grazie all’arte e all’architettura, è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. L’attività estrattiva ha e ha sempre avuto un impatto ambientale molto elevato ma anche dei benefici per la nostra città. Questi benefici sono rappresentati da un contributo fondamentale all’economia locale e all’occupazione, con evidenti risvolti sociali ma anche da quei materiali di pregio che nel corso dei secoli sono diventati opere d’arte famose in tutto il mondo. Tutto questo ovviamente deve avere un suo equilibrio e ritengo che gli effetti dell’attività estrattiva sulla città debbano ancora migliorare sotto molti aspetti».

«Negli impegni elettorali e fin dai primi giorni del nostro insediamento – conclude il sindaco – siamo stati costantemente impegnati nella ricerca di questo equilibrio, attraverso gli atti che sono propri di un’amministrazione comunale. Questo impegno si è concretizzato ad esempio nei Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi dove abbiamo previsto tutele per creste, crinali e sorgenti, con il dichiarato intento di preservare paesaggio e ambiente. Non solo: attraverso questo strumento per la prima volta si contingenta, ovvero si pone un tetto, ai quantitativi di materiali escavabili. E sempre nella ricerca dell’equilibrio di cui sopra, abbiamo inserito misure mirate ad incrementare le ricadute positive sull’economia della nostra città, sull’occupazione, sul turismo, sul tessuto commerciale e culturale».

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