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Mare apuano off-limits, ma c’è chi si tuffa. Ecco dove si può fare il bagno

Gazzoli (Fiba) chiede più controlli all'amministrazione: «Se andiamo a vedere i divieti vengono posti nel 90% dei casi nelle zone limitrofe agli sbocchi a mare dei torrenti e solitamente dopo eventi burrascosi»

Qualcuno che ha sfidato i divieti e s’è tuffato in mare c’è stato nelle ultime ore sul litorale apuano, colpito ancora una volta da ordinanze di divieto di balneazione in molte delle spiagge, che stanno mettendo in crisi l’economia estiva del territorio. È bene, però, precisare che i bagni sono possibili in altre zone della riviera di Massa-Carrara. Anche lì, lunedì scorso, l’Arpat ha effettuato le rilevazioni per verificare la carica batterica, ma, fortunatamente, sono risultate idonee alla balneazione. Le riportiamo di seguito.

MARINA DI CARRARA
Tutta la spiaggia dal porto alla Fossa Maestra (il divieto di balneazione è valido solo nel tratto tra le foci del Parmignola e della Fossa Maestra al confine con Marinella di Sarzana).

MARINA DI MASSA
“Marina di Massa Centro”, “Sinistra Frigido”, “Ricortola”, “Marina di Massa Ponente”, “Ronchi Levante”, “Destra Brugiano”, “Sinistra Brugiano”. (Le spiagge dove vigono i divieti sono invece: “Campeggi”, “Marina di Massa Levante”, “Ronchi Ponente”, “Destra Frigido”).

CINQUALE (MONTIGNOSO)
Purtroppo a Cinquale sull’intero tratto costiero vige il divieto.

Intanto sull’argomento interviene Stefano Gazzoli, presidente Fiba Confesercenti Toscana (sindacato dei balneari). Riportiamo di seguito le sue parole.
Sempre la stessa storia che poi passa e… fino alla prossima volta non se ne parla.
Siamo in piena estate ed ecco che fioccano divieti di balneazione in tutta la costa toscana. A Massa oggi, 41 sono gli stabilimenti balneari in cui è vietato fare il bagno in mare.
Quante volte dovremo ancora sentire le stesse cose e quante volte dovremo ancora chiedere di intervenire. Eppure non sembra così complicato il problema.
Se andiamo a vedere i divieti vengono posti nel 90% dei casi nelle zone limitrofe agli sbocchi a mare dei torrenti e solitamente dopo eventi burrascosi come accaduto nei giorni scorsi. I torrenti aumentano la loro portata quindi trasportano a mare tutto quello che hanno sul fondale e tutto quello che “involontariamente” è stato lasciato sugli argini. La mattina successiva, a temporale avvenuto, ci siamo ritrovati a riva con bagnini e trattori per la raccolta del lavarone. Venerdì sul lungomare ci sarà la raccolta dei sacchi.
Possiamo fare qualcosa? Come presidente dei balneari, a nome di Confesercenti, chiedo al Consorzio di Bonifica e all’Amministrazione Comunale di attivare un immediato tavolo dove si possa stabilire le competenze comprese quelle economiche. Il controllo dei torrenti è di competenza del Consorzio di Bonifica, comprendendo ogni difficoltà, non si può però sottrarsi alle responsabilità in merito e non si può nemmeno stabilire per analisi che il lavarone sia sempre poseidonia o altri vegetali acquatici. Quindi è possibile fare in modo che il Consorzio aiuti il Comune contribuendo a sostenere i costi per lo smaltimento del rifiuto “speciale” proveniente dai torrenti?
Per l’Amministrazione invece chiedo più controllo, i nostri torrenti, come in molte foto si è visto, sono diventati di color latte durante il penultimo temporale e questa macchia bianca è arrivata fino al mare. L’esperienza del connubio Marmo e Acqua non avevo capito fosse da fare direttamente durante il bagno in mare.
Perdonatemi la battuta e non sto puntando il dito, ma sto solo cercando collaborazione per poter ottenere una maggior tranquillità e rispetto del nostro sistema turistico.

(foto: repertorio)