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«Poche consegne e ci rimandano a casa». La protesta dei lavoratori della logistica

Presidio della Cgil per l'attuazione del contratto nazionale di lavoro per 20 autisti

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Presidio di fronte ai cancelli dello stabilimento massese della Gls, multinazionale che si occupa di spedizioni sul territorio nazionale e internazionale. La Cgil chiede ai responsabili della filiale l’apertura di un tavolo al fine di arrivare all’applicazione del contratto nazionale di lavoro per circa 20 lavoratori. Dal sindacato spiegano che il settore pur essendo tecnologicamente avanzato mantiene contratti obsoleti che fanno ricadere i rischi d’impresa interamente sulle spalle degli autisti. Alcuni di loro raccontano di recarsi ogni mattina in sede per poi essere rimandati a casa quando non ci sono abbastanza consegne da realizzare durante la giornata. Ma anche di ricevere chiamate all’ultimo minuto con la richiesta di andare in ferie forzate. Quando il tempo per le ferie è terminato, si resta a casa.

Con l’azienda, spiega Enrico Manfredi della Cgil, è difficile anche interloquire. Il franchising è gestito da una ditta terza che a sua volta appalta a delle cooperative il coordinamento degli autisti, che diventano dei veri e propri responsabili delle merci, di eventuali danni arrecati ai prodotti da consegnare e anche degli introiti economici che derivano dalle consegne. Responsabilità che non sembrano essere riconosciute sulla carta. A partecipare al presidio anche il segretario regionale Cgil, Gabrio Guidotti e il resposabile Cgil trasporti, Alessio Menconi. Al termine della mattinata, dalla filiale è giunto un segnale positivo con l’apertura delle porte dello stabilimento ai delegati. Niente però sembra essere cambiato, racconta la Cgil, dall’azienda negano condizioni contrattuali oltre il limite delle legittimità. L’annuncio della Cgil è di voler continuare nella battaglia per l’attuazione del Cnl per i lavoratori di Massa, e per tutti quelli del territorio regionale.

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