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A Massa-Carrara nasce il primo sportello anti mobbing toscano

Lo rende noto il segretario provinciale Uil, Claudio Salvadori

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E’ operativo lo sportello anti mobbing e straining della Uil Fpl: il primo della Toscana è nato a Massa Carrara grazie alla determinazione del segretario provinciale, Claudio Salvadori, e della responsabile organizzativa, Chiara Marsili, con l’avallo dei segretari del regionale e nazionale. Nei giorni scorsi l’incontro decisivo all’Ada di Romagnano a cui ha partecipato il responsabile nazionale anti mobbing Uil Fpl, Disma Angelo Garofalo. Un punto di riferimento per tutti i lavoratori che si coordinerà a livello nazionale con l’obiettivo di combattere il fenomeno e arrivare anche a creare una proposta di legge che, finalmente, abbia dei riscontri penali per il mobbing, a oggi inesistenti.

“Il gruppo è già pronto a lavorare – spiega Salvadori -, abbiamo fatto un ulteriore incontro tecnico per spiegare ai primi professionisti inseriti nel modulo come intervenire. Andremo avanti nei prossimi mesi, con ulteriori corsi di formazione, per ampliare il progetto e far sì che sia assolutamente di alto livello. Siamo operativi e chi vuole può già rivolgersi a noi anche se l’inaugurazione vera e propria la faremo a settembre”. “Da Massa abbiamo avuto una sensibilità davvero particolare – evidenzia poi il responsabile nazionale Garofalo -. Il gruppo ha già il compito di ricevere segnalazioni su casi di mobbing e straining e stanno già arrivando i primi dati. Stiamo inoltre sviluppando una collaborazione con psicologi e avvocati perché l’obiettivo è quello di dare un supporto alle persone che vada oltre alla semplice raccolta della denuncia. Psicologi e avvocati che sono in diretto collegamento con il coordinamento nazionale. Questo servirà a creare poi una statistica generale su mobbing e straining, sui casi più frequenti, gli uffici più colpiti e molto altro ancora”.

Numeri e statistiche che hanno un altro obiettivo, oltre ad aiutare le persone nei singoli casi: “Vogliamo arrivare a fare una proposta nazionale per avere una legge che abbia riscontri penali sul mobbing – prosegue il responsabile nazionale -. Un fenomeno insidioso che oggi non ha una normativa di riferimento mentre i casi e le denunce sono in costante aumento, anno dopo anno”.

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