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Bolkestein rinviata di 15 anni. Il deputato Ricciardi (M5s) in disaccordo col governo

«Non chiamatemi dissidente. Mi sembra che non sia il sottoscritto ad allontanarsi dai principi del Movimento 5 Stelle»

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«Non chiamatemi dissidente». Così si conclude il nuovo intervento del deputato massese del Movimento 5 Stelle Riccardo Ricciardi. Il parlamentare apuano è intervenuto per criticare quanto deciso dal governo giallo-verde sul rinvio di 15 anni dell’applicazione della direttiva europea Bolkestein che avrebbe rimesso in discussione le concessioni demaniali, in particolare quelle che riguardano gli stabilimenti balneari. In Senato, infatti, è stata raggiunta l’intesa per prorogare di 15 anni l’applicazione della direttiva per il comparto balneare.

«Il Movimento 5 Stelle – ha scritto Ricciardi – si è sempre battuto per i beni comuni: le spiagge le abbiamo sempre considerate tali. La proroga di 15 anni alla direttiva Bolkestein è quanto di più lontano da questa idea. Molta parte del Movimento è in disaccordo con questo atto, non perché si voglia attaccare una categoria ma perché si vuole difendere un principio e, soprattutto, la collettività».

«Abbiamo sempre distinto – ha continuato il deputato – i balneari dagli ambulanti: i primi sono gli imprenditori che, meno di tutti, hanno rischio d’impresa in quanto usufruiscono a canoni irrisori di un bene naturale. Nessuno ha mai pensato che non fosse necessario un periodo transitorio, a patto che questo però venga definito precisamente e che, soprattutto, definisca regole certe che tutelino innanzitutto il pubblico, a partire dall’aumento dei canoni concessori. Spero che la mia posizione non venga catalogata come “dissidenza”; mi sembra che non sia il sottoscritto ad allontanarsi dai principi del Movimento 5 Stelle».

Non è la prima nota critica quella di Ricciardi all’indirizzo del governo. Poche settimane fa 18 deputati pentastellati in una lettera, firmata anche da Ricciardi, lamentavano la scarsa «collegialità» nell’esame del provvedimento del Decreto Sicurezza che «non trova, in molte sue parti, presenza nel contratto di Governo ed è, in parte, in contraddizione col programma elettorale del M5s».

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