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«Contro queste politiche disumane». Migranti, nuova protesta a Massa

Ai piedi del Comune la manifestazione: «I migranti li cacciano, le donne e gli omosessuali li discriminano, i morti li incappucciano. Non è questa la città che vogliamo»

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Nuova protesta ai piedi del palazzo comunale di Massa. A manifestare il proprio dissenso verso la politica di abbandono del progetto Sprar oggi c’erano centinaia di persone riunite dall’Accademia della pace per il sit in “Massa città aperta”. Persone che hanno rappresentato partiti politici, associazioni di volontariato, movimenti e collettivi riconducibili alla compagine di sinistra. E che si sono unite per chiedere al primo cittadino di rivedere la sua scelta di non rinnovare il sistema di accoglienza e protezione umanitaria.

Un progetto, quello dello Sprar, che i presenti hanno ricordato contribuire anche al sostentamento di diverse famiglie italiane. Ma è stata soprattutto una manifestazione artistica quella di oggi di fronte al Comune. Carlo Perazzi dell’Arci ha parlato dell’importanza di lasciare che le culture si incontrino fondendosi le une con le altre. «Così come chiediamo di fare con questo mandala, perché una cultura non può fare a meno dell’altra», ha affermato. Per terra infatti è stato steso un telo che in poco tempo è stato riempito di estratti di colore messi a disposizione dall’Arci. Dietro Perazzi uno striscione riesaltava fra gli altri: «I migranti li cacciano, le donne e gli omosessuali li discriminano, i morti li incappucciano. Non è questa la città che vogliamo».

«Siamo sconcertati di fronte a queste politiche disumane» – ha detto il professore Elia Pegollo. «Scelte politiche che hanno radici lontane, perché se ci troviamo in questa situazione è colpa di chi ha distrutto i valori della sinistra. cioè chi l’ha rappresentata fino ad oggi. Nella gente comune però i valori di questa ala permangono, resistono e vivono».

Presente sia l’opposizione in Consiglio comunale con Elena Mosti (lista civica Volpi sindaco), Gabriele Cairoli (Pd), Uilian Berti (Articolo 1 Mdp), sia quella extraparlamentare, in prima fila Potere al Popolo: «In questa delibera si certifica la bugia del sindaco circa il fatto che i soldi dello Sprar dovevano essere dati ai massesi»– mostrano gli esponenti di Pap. In mano la delibera che leggono: «Dato atto che il presente provvedimento non comporta riflessi sul bilancio comunale in quanto che la conseguente diminuzione d’entrata verrà compensata da una equivalente riduzione di uscita». Traducendo: nessun più e nessun meno comporterà nel bilancio comunale la scelta di non rinnovare il sistema di accoglienza.

All’attacco anche Area 2018: «A fare i “sovranisti” finisce che ce n’è uno che lo fa (e lo è) più di te. Anche in Germania. Chissà se ci sono dei massesi tra i quindici italiani a rischio rimpatrio perché rimasti senza lavoro. Una nostra connazionale infatti ha raccontato di essere stata convocata dall’Ufficio per gli immigrati che le avrebbe dato una sorta di ultimatum. Gli italiani e tutti gli europei emigrati in Germania e rimasti senza lavoro potrebbero essere espulsi se non riescono, o non possono, trovare un’occupazione entro sei mesi. L’allarme è stato lanciato da Radio Colonia, con un servizio della trasmissione in italiano Cosmo che ha mandato in onda la testimonianza shock di una donna italiana, a cui sono stati dati 15 giorni di tempo per trovare un impiego, pena il rimpatrio forzato».

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