Il Pincio di Massa inizia a prendere forma: collocati i busti dei filantropi Gioacchino Ascoli ed Ernesto Lombardo
«L’intento è adornare il viale della Rimembranza del Monte di Pasta e l’augurio è che a questi due busti se ne aggiungano degli altri per arrivare fino in fondo».
MASSA – Occhi negli occhi con il castello Malaspina e, dall’altra parte, lo sguardo che si tuffa in mare dopo un lungo salto fin laggiù, dove si staglia contro il cielo la Colonia Fiat: non è difficile comprendere il motivo per cui lo storico Franco Frediani ha scelto proprio il Monte di Pasta con il suo panorama mozzafiato, questo polmone verde nel cuore del centro storico, per dare casa al suo progetto, sostenuto dall’amministrazione e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, il cui presidente Enrico Isoppi sorridendo lo ha definito ‘il Pincio di Massa’. “Non so se sarà il Pincio ma per noi sarà come il Pincio” ha commentato di fronte ai busti marmorei e accanto al sindaco Francesco Persiani, l’ideatore del progetto Franco Frediani, l’assessore Roberto Acerbo, lo scultore Michele Monfroni e ai ragazzi del liceo Palma autori dei bozzetti (guidati dal professor Paolo Della Pina). I due busti marmorei che inaugurano il percorso destinato, nelle intenzioni di tutti, a proseguire fin tutto il viale che attraversa il parco, appartengono a due figure storiche di Massa: Giocchino Ascoli a cui la città deve la casa di riposo Casa Ascoli ed Ernesto Lombardo che diede un forte impulso industriale alla filanda di Forno. A loro, il merito della particolare generosità verso la città e per questo l’onore di segnare l’inizio di un tracciato che si arricchirà man mano di altre persone storiche illustri di Massa. Su un viale, quello della Rimembranza che porta un nome antico e poetico, come ha sottolineato il sindaco. Un viale che si appropria da subito fin da quando nasce negli anni 30 di un significato profondo, con i suoi 550 cipressi ormai scomparsi che lo accompagnavano, come i 550 caduti massesi della Grande Guerra, ricorda lo storico. Un luogo magico, come osserva Enrico Isoppi.
“Siamo riusciti ad arrivare in fondo a questo progetto iniziato nel 2018 – commenta Franco Frediani all’inaugurazione poco prima di svelare i busti- dopo una serie di difficoltà e imprevisti siamo riusciti. L’intento è adornare questo viale, il viale della Rimembranza sorto negli anni 30 e l’augurio è che a questi due busti se ne aggiungano degli altri per arrivare fino in fondo. Ho scelto Ascoli e Lombardo – ha voluto evidenziare lo storico- perché di massesi illustri ce ne sono tanti ma loro due sono stati più munifici, hanno lasciato molto alla città e quindi mi sembrava giusto iniziare da loro. Poi altri potrebbero essere Chelli, Marchetti, o Guglielmi. Dipenderà anche dall’amministrazione se ha intenzione di continuare questo percorso che secondo me valorizzerebbe il Monte di Pasta. Ringrazio Paolo Della Pina il professore dei ragazzi e i ragazzi e poi lo scultore Monfroni per aver trasposto i gessi in marmo. E grazie all’amministrazione perché i busti poggiano su una struttura dell’amministrazione. E grazie al presidente Enrico Isoppi che ha sostenuto il progetto”.
“Riusciamo finalmente a scoprire questi busti – esordisce nel suo discorso di inaugurazione il sindaco – Franco che è l’ideatore ci teneva tanto e abbiamo cercato di accompagnarlo in questo percorso. Ma grazie soprattutto ai ragazzi del liceo artistico Felice Palma e al loro professore. Mi associo poi ai ringraziamenti a Michele Monfroni per avere riportato in marmo i bozzetti ideati da Valentina, Tommaso, Eva e Gabriele. Vogliamo ringraziarli perché anche questo loro è un gesto di generosità. Il presidente della Fondazione poi è sempre vicino anche alla nostra città e la sua presenza qua è significativa. Un grazie anche all’assessore Acerbo che ha seguito il percorso di attestazione necessario per rendere tutto burocraticamente perfetto” E dopo i ringraziamenti la promessa del sindaco: “Passiamo ai ragazzi il testimone per l’implementazione di questo percorso. Alcune volte si sente parlare di genius loci, ecco io credo che anche il Monte di Pasta possa diventare un luogo significativo per la nostra città. Gioacchino Ascoli ed Ernesto Lombardo sono due protagonisti dell’Ottocento: abbiamo Casa Ascoli grazie a Gioacchino che l’ha voluta donare e pensiamo alla filanda di Forno che è stata migliorata da Ernesto Lombardo. Lombardo ha lavorato anche all’ospedale, al San Filippo Negri e al Sacro Cuore. Queste persone nell’Ottocento erano ricchi possidenti ma non hanno pensato solo a costruirsi la villa per se stessi, donando spazi che ancora oggi utilizziamo. Sono stati generosi, dei mecenati, ci hanno lasciato dei luoghi pubblici e destinati al sociale. Grazie per questa idea, sono onorato e orgoglioso che siamo riusciti a portare a compimento questo progetto”.
Parole di compiacimento arrivano anche da Enrico Isoppi che ha ricordato come lo storico Frediani avesse fatto parte in passato del comitato di indirizzo della Fondazione: “E’ stato un percorso lungo per un progetto che ci è piaciuto subito: far rivivere cultura e luoghi con il coinvolgimento dei ragazzi in questo luogo quasi magicofa parte della mission della Fondazione. Ricalca il tema di Convivere 2026, questo è un abitare giusto. Dobbiamo andare avanti con il progetto”. Lo scultore carrarese Monfroni facendosi umilmente subito da parte, ha riconosciuto il merito del progetto dei ragazzi, autori del bozzetto, del modello in creta e poi in gesso. “Ho dato volentieri una mano” ha commentato lo scultore che ha dato forma al busto in marmo. E dulcis in fundo, la testimonianza dei ragazzi: Tommaso, Eva e Valentina: “Abbiamo dato alla città qualcosa di nostro, abbiamo conosciuto parti di Massa e personaggi storici che non conoscevamo. E poi condividendo il lavoro sono nate belle amicizie”.

