ora sono in carcere
|Lunigiana, finti carabinieri truffano una 73enne e le sottraggono 6mila euro
I veri militari dell’Arma hanno arrestato due italiane. L’episodio partito da una chiamata sull’utenza fissa. La vittima si è insospettita inseguendo le malviventi con l’aiuto dei passanti. Intera refurtiva recuperata
AULLA –Il 29 settembre scorso, i Carabinieri dell’Aliquota operativa del Norm della Compagnia di Pontremoli, con la collaborazione dei militari della Stazione Carabinieri di Fivizzano, hanno tratto in arresto in flagranza due cittadine italiane – di origini campane ed umbre, rispettivamente di 52 e 35 anni – in quanto gravemente indiziate per ipotesi di reato riconducibili a una truffa, successivamente tramutatasi in rapina, ai danni di una pensionata aullese di 73 anni.
Secondo la ricostruzione preliminare, la vittima sarebbe stata contattata sull’utenza fissa da un sedicente «Maresciallo dei Carabinieri», venendo indotta a fornire il proprio numero di cellulare per avviare una videochiamata. Durante il collegamento, all’anziana sarebbe stato riferito di accertamenti in corso relativi a un’autovettura a lei intestata, asseritamente coinvolta in un furto in gioielleria. Con il pretesto di effettuare verifiche e mettere al sicuro i beni, alla pensionata sarebbe stato quindi preannunciato l’arrivo di una presunta «collega».
Pochi minuti dopo, una delle due indagate si sarebbe presentata alla porta dell’abitazione, mentre la seconda sarebbe rimasta defilata con funzione di «palo». Al fine di farsi consegnare oro e denaro contante, la finta incaricata avrebbe minacciato la vittima paventando l’arresto per «oltraggio a pubblico ufficiale» qualora non avesse ottemperato alle richieste. Intimorita, l’anziana ha consegnato averi per un valore complessivo di circa 6.000 euro.
L’inseguimento, l’arresto e la misura cautelare
Resasi tuttavia conto dell’anomalia durante le fasi della consegna, la donna si è insospettita e ha iniziato a seguire a piedi le due presunte autrici del fatto, chiedendo aiuto ai vicini e ai passanti, i quali sono riusciti a rallentarne la fuga. L’immediato intervento di una pattuglia della Stazione Carabinieri di Fivizzano e del personale del Norm di Pontremoli – già in zona per analoghi specifici controlli – ha consentito di individuare e bloccare le donne.
L’intera refurtiva è stata recuperata dai militari e restituita all’avente diritto
Presso il Tribunale di Massa, al termine dell’udienza di convalida e contestuale rito direttissimo, il Giudice ha convalidato l’arresto operato dai Carabinieri e ha applicato nei confronti delle indagate la misura cautelare della custodia in carcere. Le due donne sono state quindi associate alla casa circondariale di Firenze Sollicciano.
Si precisa che, trattandosi di giudizio direttissimo, il procedimento penale ha superato la fase delle indagini preliminari e la responsabilità penale delle imputate dovrà essere accertata in via definitiva nel corso del successivo iter giudiziario. Le persone coinvolte, che potranno rilasciare dichiarazioni a propria discolpa in ogni stato e grado del procedimento, sono da ritenersi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.


