Logo
«Il Consiglio provinciale non ha detto “no” al Cpr a Massa-Carrara e a Pallerone». Pd all’attacco
Il Consiglio provinciale

La replica dei dem dopo l’approvazione della mozione in Provincia. E i vannacciani: «Dire no a un sito senza indicare alternative equivale a bocciare i rimpatri»

MASSA-CARRARA – La possibile realizzazione di un Centro di Permanenza per i Rimpatri (Cpr) a Pallerone, nel comune di Aulla, accende una dura contesa politica a Palazzo Ducale, chiamando in causa l’amministrazione provinciale, il governo nazionale e le diverse componenti del Consiglio. Con una nota, il Partito Democratico di Massa-Carrara ha attaccato frontalmente la mozione approvata dal Consiglio Provinciale (qui la notizia) e la linea tenuta dal presidente della Provincia e sindaco di Aulla, Roberto Valettini, accusato di un’eccessiva cautela nei confronti dei ministeri competenti.

«Il Consiglio provinciale non ha detto “no” al Cpr nella nostra provincia e nemmeno a Pallerone – sostengono i consiglieri provinciali del Pd – . La maggioranza di centrodestra e il presidente Valettini si limitano a richiamare un generico coinvolgimento della Regione Toscana, senza avere il coraggio di contrastare le decisioni del ministero dell’Interno. Il centrosinistra ha espresso un “no” chiaro e categorico al modello dei Cpr, che trattiene le persone in condizioni inumane per mesi garantendo percentuali di rimpatrio irrisorie. A Pallerone la maggioranza oppone solo generici profili tecnici o logistici, evitando una presa di posizione politica. È la solita logica del “non nel mio giardino”: la nostra provincia non merita posizioni opache, ma l’opposizione determinata alle scelte del Governo».

Di orientamento opposto, pur con rilievi critici verso le incertezze del centrodestra locale, è l’intervento di Luca Guadagnucci, coordinatore provinciale di Futuro Nazionale Massa-Carrara, che sollecita coerenza ed elementi tecnici certi sulle decisioni relative alla Lunigiana. «Se esistono ragioni oggettive per ritenere Pallerone non idonea – dichiara il rappresentante apuano del partito di Roberto Vannacci – queste devono essere individuate con chiarezza valutando viabilità, servizi, sicurezza e vincoli urbanistici. La Lunigiana non può subire scelte calate dall’alto. Tuttavia, chiediamo coerenza al centrodestra: non si può sostenere a livello nazionale la necessità di rendere effettivi i rimpatri e poi, sul territorio, escludere una localizzazione senza indicare alternative praticabili. Respingere ogni sito senza proporre soluzioni equivale nei fatti alla posizione del centrosinistra, cioè rendere impossibile la realizzazione dei centri. La nostra priorità è la sicurezza dei cittadini: se Pallerone non è idonea si spieghi il perché e si indichi quale percorso si intenda seguire».