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Cmr replica a Tisg: «Basta accuse, Costantino conosceva la nostra situazione e ci ha tenuti a lavorare»

L’amministratore rivela: «Abbiamo lavorato in monocommittenza per loro scelta, le irregolarità sul Durc causate dai loro ritardi nei pagamenti. Ora veniamo trattati come carne da macello»

MARINA DI CARRARA – Si inasprisce lo scontro incrociato attorno a Cmr Group Srl, l’azienda di verniciatura in liquidazione giudiziale che impiegava circa 133 lavoratori nell’indotto di The Italian Sea Group (Tisg). All’indomani delle durissime affermazioni diffuse da Tisg (qui) – che aveva invitato i sindacati a «leggersi le denunce» parlando di presunte operazioni contestate per 7,48 milioni, fatturazioni irregolari e chat sulla falsificazione del Durc – arriva la risposta integrale dell’amministratore di Cmr, Sayoro Niang.

L’azienda dell’indotto respinge in toto il quadro delineato dal cantiere di Marina di Carrara e dal suo fondatore Giovanni Costantino, ricostruendo mesi di trattative, accordi diretti e direttive operative impartite – secondo la versione di Cmr – direttamente dai vertici di Tisg.

«Se pendevano contestazioni gravi, perché ci hanno tenuto al lavoro fino a luglio?»

L’amministratore di Cmr prende le distanze dalle accuse penali ed esprime serenità rispetto alle indagini della Magistratura, ponendo quesiti diretti alla proprietà di Tisg: «Cmr respinge con fermezza le accuse infamanti apparse sulla stampa. Abbiamo appreso soltanto oggi dell’esistenza della denuncia e la affronteremo con serenità, convinti di non avere mai agito contro gli interessi del lavoro, dei dipendenti o del cantiere – dichiara Niang –. Restano domande alle quali qualcuno dovrà rispondere: se a carico di Cmrpendevano contestazioni così gravi, perché il cantiere ha continuato a farci lavorare da gennaio sino all’apertura della liquidazione giudiziale?».

Sul fronte della regolarità contributiva e delle presunte falsificazioni del Durc, Cmr replica ricostruendo la catena dei pagamenti e delle rateizzazioni: «Il nostro ultimo Durc, richiesto il 15 dicembre 2025, attestava la regolarità contributiva fino al 14 aprile 2026. Dopo quella data, nonostante la problematica fosse stata segnalata in riunione al ceo Giovanni Costantino, perché il cantiere ha scelto di mantenerci al lavoro? Le accuse sul Durc falso non ci riguardano. Abbiamo fatto rateizzazioni per avere il Durc dopo aprile che non abbiamo ottemperato perché Tisg non ha tenuto fede al piano che ci avrebbe permesso di essere regolari».

Niang cita inoltre le intese formalizzate durante la composizione negoziata della crisi: «Se Cmr aveva ricevuto somme superiori al dovuto, perché è stato sottoscritto in Composizione negoziata un accordo per circa 7 milioni di euro? Non eravamo soli al tavolo, c’erano i professionisti di Tisg e il suo Ceo».

«Monocommittenza imposta e gestione diretta dei lavoratori»

Il comunicato di Cmr delinea un rapporto di subappalto in strettissima dipendenza gestionale, con l’azienda costretta a rifiutare commesse terze su richiesta esplicita del cantiere di Marina di Carrara: «Cmr era monocommittente per espressa richiesta del cantiere, tanto in passato quanto oggi. Da marzo in poi, anche davanti a terzi, lo stesso Giovanni Costantino ci aveva indicato che non avremmo dovuto lavorare per altri committenti, altrimenti tutto si sarebbe fermato. Nel novembre scorso, su richiesta del cantiere, abbiamo assunto circa 40 persone per poi dover ridurre l’organico quando non servivano più. A luglio ci sono stati indicati persino i nominativi dei lavoratori che potevano salire sulle barche: doveva essere personale gradito al cantiere, che decideva quanti lavoratori impiegare, chi impiegare, su quali imbarcazioni e come ripartire le fatturazioni».

«Trattati come carne da macello dopo anni di sacrifici»

In un passaggio particolarmente amaro, l’amministratore richiama gli anni di lavoro sui ponti e nelle cabine di verniciatura e gli sforzi sostenuti per garantire le consegne degli yacht agli armatori: «Amministro Cmr da anni ma lavoro alla verniciatura: ho respirato polvere di tintura e solventi per anni, mi hanno operato al fegato due volte. Nonostante ciò, per anni abbiamo garantito sabati, domeniche, notti e presenze eccezionalmente prolungate per rispettare le consegne. Cmr suppliva alle carenze operative ogni volta che veniva chiamata. Se oggi si contestano gli extra pagati in passato, il dottor Costantino produca i dati dei badge e renda pubbliche tutte le ore notturne e festive lavorate dal nostro personale».

Niang conclude ringraziando i sindacati per il sostegno e annunciando che l’azienda fornirà tutti i riscontri documentali nelle sedi giudiziarie competenti: «Abbiamo chiesto noi stessi l’apertura della liquidazione giudiziale. Risponderemo di ogni fatto nelle sedi competenti e riferiremo ogni dettaglio. Cmr si assumerà le proprie responsabilità, ma lo stesso dovrà fare chi, per anni, ha directed uomini, tempi e lavorazioni. Adesso che non serviamo più, siamo “carne da macello”».