Logo
Sbarco migranti a Marina di Carrara, i vannacciani: «2.516 persone sbarcate. Chi non ha diritto a restare deve essere rimpatriato»
Lo sbarco di pochi giorni fa a Marina di Carrara

Guadagnucci e Benedetti analizzano i dati dei 24 sbarchi nel porto apuano e chiedono ai sindaci della provincia azioni concrete sulle verifiche di regolarità

MASSA-CARRARA – Dal gennaio 2023 al settembre 2026, il porto di Marina di Carrara è stato individuato in 24 occasioni quale porto sicuro per lo sbarco delle navi impegnate nei soccorsi nel Mediterraneo, per un totale complessivo di 2.516 persone accolte. L’analisi di questi dati e la gestione delle successive fasi di permanenza sul territorio sono al centro della nota diffusa da Luca Guadagnucci e Stefano Benedetti, referenti a Massa-Carrara del movimento politico fondato dal generale Robert Vannacci, Futuro Nazionale.

I rappresentanti dell’organizzazione sottolineano la necessità che l’accoglienza iniziale sia accompagnata da un quadro di verifiche giuridiche e da politiche di controllo amministrativo e di sicurezza.

«La nostra posizione è chiara – dichiarano Luca Guadagnucci e Stefano Benedetti per Futuro Nazionale – : chi possiede i requisiti per ottenere la protezione deve essere tutelato a norma di legge, mentre chi non ha titolo per rimanere deve lasciare il territorio nazionale attraverso procedure di rimpatrio effettive. La gestione dei flussi non può limitarsi all’accoglienza e alla distribuzione delle persone nei comuni. Massa-Carrara non può essere considerata soltanto il luogo di approdo».

Il movimento di Vannacci chiede quindi una presa di posizione congiunta da parte delle istituzioni locali: «Chiediamo ai sindaci di Massa, Carrara e dei comuni della Lunigiana di rappresentare alle autorità competenti l’esigenza di una politica che non scarichi sui territori le conseguenze dei flussi. Sono necessari controlli tempestivi, l’esecuzione reale dei provvedimenti di allontanamento dei soggetti irregolari, un coordinamento preventivo con gli amministratori locali e lo stanziamento di risorse adeguate per le forze dell’ordine responsabili dei controlli sul territorio».