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Tisg, l’allarme della Fiom nazionale: «Persi oltre 120 lavoratori dall’inizio della crisi. Servono risposte e garanzie sul futuro del cantiere»

La nota congiunta di Lodi, Calosi e Faita: «Ammortizzatori fragili e indotto al tracollo, la procedura commissariale garantisca occupazione e competenze». Intanto l’azienda comunica il nuovo calendario d’asta: offerte vincolanti slittate al 19 ottobre

MARINA DI CARRARA – La tensione sociale attorno ai cancelli di The Italian Sea Group (Tisg) non accenna a diminuire. Mentre la procedura concorsuale entra nel vivo della sua fase più delicata, la Fiom-Cgil lancia un durissimo grido d’allarme sulle ripercussioni occupazionali che la prolungata paralisi sta provocando all’interno del cantiere di Marina di Carrara e nell’intera filiera della nautica apuana. Con una nota congiunta firmata da Samuele Lodi della Segreteria nazionale Fiom, Daniele Calosi (segretario generale Fiom Toscana) e Umberto Faita (segretario generale Fiom Massa-Carrara), il sindacato delle tute blu mette a nudo l’impatto reale dell’incertezza sui livelli d’impiego ed esorta i Commissari giudiziali a vigilare sulla qualità industriale delle offerte d’acquisto.

L’allarme della Fiom: «Garanzie fragili, persi più di 120 dipendenti diretti»

Nonostante l’accordo firmato in Regione Toscana per attivare il Contratto di Solidarietà e fermare le uscite, la fuga di maestranze specializzate dal cantiere continua a registrarsi come una dolorosa emorragia: «La Fiom-Cgil esprime forte preoccupazione per la situazione del cantiere Tisg di Carrara. Il protrarsi dell’incertezza rischia di aggravare ulteriormente una crisi che ha già prodotto pesanti conseguenze sul piano occupazionale e che non può più essere affrontata con tempi indefiniti e senza garanzie concrete sul futuro industriale e produttivo del cantiere. Insieme alle altre Organizzazioni sindacali e all’azienda, presso la Regione Toscana, abbiamo sottoscritto il contratto di solidarietà, uno strumento pensato per garantire continuità lavorativa e salvaguardia dell’occupazione durante questa fase di transizione. Oggi, tuttavia, dobbiamo constatare che queste garanzie sono sempre più fragili. Dall’inizio della crisi aziendale abbiamo già perso più di 120 lavoratrici e lavoratori. A questi numeri si aggiungono le lavoratrici e i lavoratori delle aziende in appalto, per i quali la situazione resta altrettanto preoccupante».

L’appello ai Commissari: «Non si perda tempo, no a soluzioni finanziarie opache»

Lodi, Calosi e Faita chiedono alla gestione nominata dal Tribunale di Firenze di considerare la salvaguardia dei posti di lavoro come il requisito decisivo per l’assegnazione degli asset del gruppo: «Non possiamo assistere alla progressiva dispersione di un patrimonio industriale, professionale e di competenze costruito negli anni. Ogni ulteriore ritardo rischia di rendere ancora più difficile preservare occupazione e capacità produttiva. Per questo chiediamo alla procedura commissariale un monitoraggio costante e puntuale della situazione e, soprattutto, di mantenere alta l’attenzione sulla necessità di arrivare rapidamente a una soluzione industriale credibile, capace di garantire la continuità produttiva e occupazionale del cantiere. Le offerte presentate dovranno essere valutate anche sulla base della loro capacità di garantire un futuro industriale concreto, salvaguardare i posti di lavoro e tutelare l’intero sistema economico e produttivo che ruota intorno a Tisg e al territorio di Carrara. Rivolgiamo un appello a tutti i soggetti coinvolti affinché questa fase venga affrontata con responsabilità, equilibrio e spirito costruttivo: non è più il momento di perdere tempo».

La nota aziendale: ricalibrati i tempi dell’asta, offerte vincolanti entro il 19 ottobre

A confermare l’esigenza di qualche giorno in più per consentire agli 11 soggetti ammessi alla Fase II di completare le verifiche contabili (due diligence) è giunta nel pomeriggio la nota ufficiale inviata da The Italian Sea Group. A integrazione di quanto comunicato lo scorso 15 settembre alla chiusura delle manifestazioni non vincolanti, la società quotata su Euronext Milan ha reso noto che: «Il termine per la presentazione delle offerte vincolanti (binding offer) nell’ambito della Fase II del processo di vendita è stato fissato al 19 ottobre 2026».

Un lieve slittamento di quattro giorni rispetto al cronoprogramma originario (precedentemente fissato al 15 ottobre), necessario per consentire ai gruppi industriali e ai fondi selezionati dagli advisor di perfezionare i piani finanziari da sottoporre alla valutazione dei Commissari giudiziali e del Tribunale.