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Ocean Viking a Marina di Carrara, la vicesindaca Crudeli: «Assurdo mandare fino a qui solo 23 persone»

Attracco di prima mattina e controlli sanitari a Carrarafiere prima dello smistamento nei centri di accoglienza. Il Comune: «Siamo solidali, ma servono scelte più logiche»

MARINA DI CARRARA – È attraccata questa mattina intorno alle 7:30 di questa mattina, lunedì, al porto di Marina di Carrara la Ocean Viking, la nave della Ong Sos Mediterranee con a bordo 23 migranti salvati nei giorni scorsi nel Mediterraneo. Un numero contenuto di persone che segna l’ennesimo sbarco nello scalo apuano, ormai stabilmente inserito nella mappa dei “porti sicuri” indicati dal Ministero dell’Interno.

Le operazioni di sbarco si sono svolte regolarmente e senza criticità sotto il coordinamento della Prefettura, con il supporto di forze dell’ordine, Croce Rossa e Protezione Civile. Successivamente, le persone sbarcate sono state trasferite presso il complesso di Carrarafiere per la prima accoglienza, le visite mediche di rito e le procedure di identificazione, prima del successivo smistamento verso i vari centri di accoglienza del territorio.

Presente alla banchina fin dalle prime ore del mattino, la vicesindaca di Carrara, Roberta Crudeli, ha ribadito la linea della città tra spirito di accoglienza e ferme perplessità sulle decisioni governative. «Come sempre, il nostro comune si conferma accogliente e solidale: accogliamo le persone e faremo, come sempre, tutto ciò che rientra nelle nostre competenze. Non sono state segnalate situazioni particolari a bordo» — ha dichiarato Crudeli.

La vicesindaca ha però sollevato ancora una volta il tema della gestione della logistica dei soccorsi e delle assegnazioni dei porti, evidenziando il forte impatto delle lunghe navigazioni imposte alle navi Umanitarie: «Più volte abbiamo evidenziato, anche come amministrazione comunale, quanto sia assurda la richiesta di gestire piccoli sbarchi di 23 persone mandando le navi a Marina di Carrara, nonostante i porti sicuri molto più vicini di questo. È una politica che non condividiamo, ma noi faremo la nostra parte, come sempre.»