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|Mirteto riabbraccia la Pieve di San Vitale, ma la festa è rovinata dal furto in canonica: rubati 5mila euro
La chiesa riapre dopo i lavori di restauro con la messa del vescovo Mario. Il parroco don Stefano Lagomarsini: «Portati via i soldi per le spese della chiesa, aiutateci a ripartire»
MASSA – Tra la commozione della comunità, la solennità della liturgia e il retrogusto amaro per un brutto fatto di cronaca: la comunità di Mirteto ha ritrovato finalmente la sua chiesa, la storica Pieve di San Vitale e San Giovanni Battista, che ha riaperto ufficialmente le sue porte questa mattina, domenica 20 settembre, dopo lunghi mesi di chiusura per delicati e attesi lavori di restauro.
La giornata è iniziata alle 10 con un’accurata relazione tecnica sui lavori eseguiti per la messa in sicurezza e il recupero della struttura, seguita alle 10:30 dalla Santa Messa solenne presieduta dal vescovo Mario. Una chiesa gremita in ogni ordine di posti, a testimoniare quanto il borgo e la sua popolazione sentissero la mancanza di questo punto di riferimento spirituale e sociale.
A guidare l’emozione dei fedeli c’era il parroco, don Stefano Lagomarsini, che non ha nascosto la gioia per la riapertura del luogo di culto: «Vedere la nostra chiesa di nuovo luminosa, accogliente e piena di fedeli dopo tanti mesi di attesa è una gioia immensa per il cuore. È il segno vivo di una comunità che sa ritrovarsi, custodire le proprie radici e camminare insieme. La Pieve non è solo un edificio di pietra, è la casa di tutti noi».
Il colpo in canonica e l’appello del parroco
Una gioia segnata però da un grave episodio che si è verificato alcuni giorni fa proprio a Mirteto. Don Stefano ha infatti raccontato, commosso e rattristato, di essere stato recentemente vittima di un’intrusione con furto all’interno della propria abitazione.
Un colpo duro, da circa 5.000 euro. Ma ciò che rende ancora più doloroso l’episodio è la destinazione di quei fondi: non si trattava infatti di risparmi personali, bensì di denaro destinato proprio alla gestione della parrocchia e alle spese legate alla chiesa. I malviventi, approfittando dell’assenza del sacerdote, si sono introdotti in casa portando via l’intera somma.
Da qui, il doloroso appello lanciato dal pulpito dal sacerdote alla sua comunità: «Erano risorse fondamentali per far fronte alle tante spese e alle necessità legate proprio alla vita della nostra parrocchia. Vi chiedo di starci vicini e, per chi può, di darci una mano a recuperare quanto ci è stato sottratto. Anche un piccolo gesto sarà prezioso per ripartire».
Una giornata dunque agrodolce per la comunità di Mirteto: da un lato l’orgoglio per aver riconquistato il proprio storico luogo di fede alla presenza delle massime autorità ecclesiastiche locali, dall’altro l’amarezza per il furto subito da don Stefano, al quale la popolazione sta già dimostrando profonda solidarietà.


