Le sabbie del porto di Carrara: da problema a risorsa per la costa. Ok dalla Regione
Lorenzetti (Pd) celebra il via libera sui valori chimici locali dei sedimenti come una svolta per il litorale, mentre il deputato Barabotti (Lega) attacca sui ritardi: «Basta carte, servono cantieri prima dell’inverno»
MASSA-CARRARA – L’approvazione da parte della Giunta regionale della proposta metodologica sui valori chimici locali dei sedimenti marini toscani ha riaperto il confronto politico sulle strategie di contrasto all’erosione e sulla gestione dei ripascimenti per la costa apuo-versiliese. Il provvedimento, teso a favorire il riutilizzo dei materiali compatibili – compresi i sedimenti che si accumulano nell’area portuale di Marina di Carrara –, viene accolto con favore da Gianni Lorenzetti, consigliere regionale del Partito Democratico e presidente della Commissione Ambiente e Territorio.
«La decisione della Regione Toscana – dichiara Gianni Lorenzetti – rappresenta un passo avanti concreto per il riutilizzo dei materiali compatibili nei ripascimenti e per la difesa della costa. Un lavoro che viene da lontano, avviato durante il mio mandato di sindaco di Montignoso e presidente della Provincia di Massa-Carrara. Passare dall’idea del sedimento come problema a quella del sedimento come risorsa per la costa è la scommessa che vogliamo vincere. Ringrazio l’assessore Monia Monni e il presidente Eugenio Giani per questa importante decisione. Non è la soluzione definitiva, ma l’inizio di un percorso per costruire interventi concreti, accelerare la programmazione e reperire risorse».
Di segno opposto la valutazione del deputato della Lega, Andrea Barabotti, che legge nella delibera la conferma di ritardi accumulati negli anni dalla giunta regionale a discapito degli operatori balneari del litorale apuano. «L’approvazione della delibera – sostiene il deputato Andrea Barabotti – non è una vittoria da celebrare, ma la certificazione di un ritardo lungo anni. Adesso la Regione Toscana deve passare dalle carte ai cantieri ed eseguire entro ottobre interventi concreti di difesa della costa, prima delle mareggiate autunnali. Per troppo tempo la nostra costa è stata vittima di un paradosso: la Regione spendeva ingenti risorse per far arrivare sabbie da centinaia di chilometri di distanza o da cave terrestri, mentre i sedimenti naturali del fiume Magra accumulati al porto di Marina di Carrara venivano bloccati e trattati come materiale inutilizzabile. Oggi prendiamo atto che i lavori di ripascimento previsti per questo autunno sono già slittati al 2027: un rinvio inaccettabile. Il presidente Eugenio Giani dia immediata attuazione a interventi di protezione emergenziali prima dell’arrivo del maltempo e metta in cantiere opere strutturali con un programma organico di ripascimenti periodici».


