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Carrarese, campanello d’allarme: senza idee non si va lontano

Non è il momento di fare drammi, perché il campionato è ancora lungo e il tempo per correggere la rotta esiste. Ma è il momento di accendere una spia

CARRARA- La Carrarese vista in queste prime giornate di campionato , ma in particolar modo ieri sera, è una squadra che fatica a riconoscersi. Lenta, prevedibile, spesso compassata e con poche idee, la formazione apuana sembra oggi la lontana parente di quella che, nelle passate stagioni, aveva saputo sorprendere per intensità, organizzazione e identità.

Non è soltanto una questione di risultati o di singoli episodi. Il problema più evidente è un altro: manca, almeno per larghi tratti, un’idea di gioco riconoscibile.

Contro l’Empoli è arrivata un’altra prestazione che lascia più interrogativi che certezze. La Carrarese ha mostrato qualche sprazzo, ma troppo poco per una squadra che avrebbe bisogno di imporre ritmo e personalità. La manovra è apparsa spesso prevedibile, con una circolazione di palla lenta e la difficoltà nel trovare soluzioni capaci di mettere in difficoltà l’avversario.

E quando una squadra non riesce a cambiare ritmo, diventa inevitabilmente più facile da leggere.

Il mercato fatto in extremis pesa

È evidente che una parte delle difficoltà possa essere spiegata anche attraverso le scelte e le tempistiche del mercato. Costruire gran parte della rosa negli ultimi giorni significa inevitabilmente avere meno tempo per lavorare sull’amalgama, sui meccanismi e sulle conoscenze tra giocatori.

Una squadra nuova non si costruisce soltanto mettendo insieme calciatori di qualità. Servono tempo, allenamenti, automatismi e soprattutto un’identità condivisa.

Da questo punto di vista, è comprensibile che la Carrarese abbia ancora bisogno di trovare il proprio equilibrio.

Ma proprio qui nasce la principale preoccupazione.

Il problema non sono soltanto i singoli

Perché se fosse soltanto una questione di condizione fisica, di nuovi acquisti da inserire o di qualche giocatore ancora non al meglio, ci sarebbe probabilmente poco da preoccuparsi.

Quello che invece lascia perplessi è la difficoltà della squadra nel proporre calcio.

Al di là delle qualità dei singoli, manca continuità nella costruzione, manca velocità nella manovra e soprattutto manca quella sensazione di poter creare qualcosa attraverso un sistema di gioco preciso.

Troppi momenti della partita vengono vissuti aspettando che sia l’iniziativa del singolo a cambiare la situazione.

E una squadra che vuole consolidarsi in un campionato difficile come la Serie B non può affidarsi soltanto agli episodi.

Serve una svolta

Non è il momento di fare drammi, perché il campionato è ancora lungo e il tempo per correggere la rotta esiste. Ma è il momento di accendere una spia.

La Carrarese deve ritrovare al più presto ritmo, aggressività, idee e soprattutto una propria identità.

Cioffi ha davanti a sé il compito di assemblare una squadra profondamente cambiata, ma anche di darle una fisionomia precisa. Il tempo può essere un alleato, a patto che nelle prossime settimane si comincino a vedere progressi concreti.

Perché perdere una partita può capitare. A preoccupare, invece, è quando non si riesce a capire come la squadra voglia e possa vincerla.

La speranza è che questa Carrarese sia soltanto una squadra ancora in costruzione e non quella definitiva. Perché rispetto a quella ammirata in passato, oggi sembra davvero esserci una distanza enorme.

E quella distanza va colmata in fretta.