la delegazione
|Coste apuane ed erosione, il sopralluogo di Forza Italia con i Paladini. Bergamini: «Necessario un commissario governativo»
Onorevole Mazzetti: «Necessario trovare un equilibrio con il porto. La Regione in questi decenni non ha trovato la soluzione». Colacicco; «Il progetto di ampliamento del porto venne bocciato già nel 2002 perché definito troppo impattante».
MASSA-CARRARA – E’ necessario un commissario straordinario governativo per prendere in mano la situazione della costa messa sotto scacco dall’erosione: le onorevoli di Forza Italia Deborah Bergamini ed Erica Mazzetti non hanno dubbi in merito, così come Jacopo Ferri. Il sopralluogo delle parlamentari di Forza Italia e in primis dell’onorevole nonché vicesegretaria nazionale Deborah Bergamini è partito da dove è iniziato tutto, a due passi dal porto, dalla Partaccia. Assieme a loro, a Deborah Bergamini ed Erica Mazzetti figura di spicco della VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei deputati, al consigliere regionale Jacolo Ferri e all’ex ministro dell’Ambiente Pietro Lunardi ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti durante il secondo e il terzo governo Berlusconi, una delegazione di Paladini Apuoversiliesi capitanata dalla presidente Orietta Colacicco. Il sopralluogo è partito dagli stabilimenti La Cicale e Fausto per poi riconcorrere la corsa dell’erosione lungo la costa apuana, a Ronchi e a Poveromo, individuando alcune fra le innumerevoli criticità presenti. Erosione che come sappiamo poi non si ferma lì avendo ormai cominciato a intaccare in modo profondo anche la Versilia. Le due parlamentari hanno rivolto diverse domande ai tecnici dei Paladini, ai balneari presenti e a Matteo Tarabella di Ageparc, anche lui accorso per raccontare i problemi di una costa sempre più risicata. E’ stato evidente sin da subito secondo le parlamentari due cose: l’incapacità della Regione nonostante le promesse del governatore Eugenio Giani quantomeno di tenere sotto controllo il fenomeno erosione e la necessità di una figura di riferimento che metta insieme tutte le realtà coinvolte: in sostanza un commissario straordinario “che sia governativo e non regionale” hanno messo subito i puntini sulle i e affermato sicure le parlamentari, con Enrica Mazzetti intenzionata a chiamare a Roma in commissione per una audizione le associazioni apuane, in modo che possano descrivere e riferire quanto sta accadendo sulla nostra costa. Insomma, la palla deve passare in mano al Governo. Interessante anche l’appunto del professor Lunardi: “Qua è mancato nel tempo un approccio scientifico. E’ mancata un’azione condotta sulla base di studi e rilievi dei fondali dall’Arno al Magra”. I balneari e i tecnici dei Paladini hanno risposto alle domande delle deputate: è un fenomeno che nasce subito dopo la realizzazione del porto nel 1922. Itala Tenerani presidente del Consorzio dei Balneari ricorda, indicando la Torre Fiat, che là davanti c’era un viale che adesso è scomparso e che portava fino a Marina di Carrara. Ora c’è la spiaggia. E’ stato il primo arretramento, avvenuto negli anni 30 del secolo scorso. Con le scogliere posizionate davanti alla spiaggia, quelle che vedono le deputate, alcune ormai inghiottite dai fondali, insabbiate (“del resto da qualche parte la sabbia mangiata a riva deve finire da qualche parte”), e che risalgono a 50 anni 60 anni fa, il fenomeno sembrava essersi stabilizzato ma da 10 anni ha ripreso a farsi vedere con prepotenza. “Fino a una decina di anni fa c’era una decina di file di ombrelloni adesso sono otto” dice il concessionario del bagno La Cicala. Gli ultimi interventi? Qualche ripascimento che non è servito a granché. Il porto che si vede in lontananza, spiegano, è oggetto di progetti di ampliamento, ha natura commerciale (soprattutto al servizio dei commerci dei moduli di Baker Hughes e dei containers di Grendi), mentre l’idea delle crociere è in via di abbandono. “Dobbiamo trovare l’’equilibrio per far convivere tutte le esigenze del territorio assieme alla realtà economico-turistica della costa” mettono quindi in evidenza Bergamini e Mazzetti. “Grazie Orietta perché siete dei combattenti indefessi in favore della verità – ha preso la parola davanti ai giornalisti l’onorevole Bergamini – perché questo fenomeno dell’erosione non è spiegato tanto: Giani anni fa quando si parlava del Pnrr lo individuava come progetto bandiera della Toscana, quello di contrastare l’erosone della costa. Quindi evidentemente da parte della Regione Toscana c’è la coscienza che questa è una emergenza però poi di quel progetto non ne abbiamo più saputo niente. Per fortuna con i consiglieri Ferri e Stella in Regione il tema continueremo a sollevarlo sperando che la Regione non confermi la sua Toscana a due velocità, quella che interessa esclusivamente a Giani cioè Firenze e la piana e solo dopo le coste che sembrano essere un territorio dimenticato. Dobbiamo essere chiari: dobbiamo coniugare le giuste e legittime necessità del porto di Carrara che è uno snodo importante per il Tirreno del nord e rispettarle, con il fatto che l’erosione qua sta peggiorando e mi sembra che manchi un punto di riferimento che possa raccogliere tutte le questioni che l’erosione della costa sta determinando. Chiederemo ancora come già fatto un commissario dedicato all’erosione, se non c’è una figura con i poteri commissariali che può prendere iniziative, continuiamo ad assistere all’erosione della costa”. La deputata, a margine dell’incontro e su come intenderà muoversi il suo partito avvisa Giani: “Abbiamo eletto la nuova segreteria regionale: noi ci muoveremo su tutto il territorio toscano, non ci saranno territori di serie A e di serie B dove. Andremo a individuare problematiche come questa, vedremo con i nostri occhi, parleremo con le persone e poi elaboreremo le proposte, faremo il lavoro che la Regione non sta facendo”. La deputata Mazzetti è membro della Commissione di inchiesta del rischio idrogeologico e sismico: “Dobbiamo nominare un commissario straordinario governativo per valutare tutte le azioni da fare e avere pieni poteri visto che la Regione in questi decenni non ha trovato la soluzione. Dobbiamo partire da questo, chiedere un commissario straordinario governativo. Poi vorremmo audire alcuni soggetti che conoscono tecnicamente tutte le condizioni ambientali e industriali del territorio. Questi saranno i nostri passaggi. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio”. “Da decenni – ha aggiunto Ferri – si assiste a un rimpallo di responsabilità, a una sovrapposizione di atti di programmazione con poca valutazione tecnica della realtà: il commissario potrebbe coordinare il lavoro in modo da trovare questo equilibrio che è necessario. Nel frattempo in Regione io e Stella seguiremo gli atti in corso”. Sottolinea il professor Lunardi: “Seguo questo problema da 25/30 anni, ho seguito tutti gli sviluppi: ci sono tanti attori e non c’è un punto di riferimento con cui discutere. Un commissario regionale sarebbe a disposizione della Regione ma poi alla fine è a Roma che bisogna andare. Manca comunque un approccio scientifico con dei rilievi del fondale marino tra il Magra e l’Arno per verificare scientificamente i riscontri dopo la realizzazione del porto. Non possiamo intervenire se non sappiamo dove ci sono accumuli e perché e dove c’è dispersione”. Per Orietta Colacicco e per i Paladini questa si tratta di una battaglia lunga: “Ricordo che il progetto di ampliamento del porto del 2000 – ha detto -venne bocciato nel 2002 e va sottolineato, con un decreto che dava parere sfavorevole al progetto di ampliamento perché troppo impattante sull’ erosione e ora la situazione è anche peggiorata. Decreto firmato dai ministri Matteoli e Urbani. Ma l’azione era partita dal prof Lunardi: all’epoca stavamo manifestando quando lui mi chiamò dicendo che voleva sapere tutto: era ministro delle Infrastrutture”.

