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Vertenza Tisg, caos sulle date del tavolo di crisi. Fim e Uilm all’attacco: «Basta teatrini e rinvii, la Regione è l’unica sede legittima»
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Cisl e Uil denunciano l’ennesimo slittamento del vertice dal 4 a settembre inoltrato tra Carrara e l’Umbria: «Sconcertati da questi giochi di posizione. Si torni subito all’Unità di Crisi fiorentina»

MARINA DI CARRARA – Non c’è pace sul fronte istituzionale per la vertenza di The Italian Sea Group (Tisg). A pochi giorni dalla ripresa ufficiale delle trattative, esplode una nuova e pesante polemica sulla gestione organizzativa del tavolo di crisi. Con una nota congiunta dai toni durissimi, le segreterie territoriali di Fim-Cisl e Uilm-Uil (rappresentate da Bruno Casotti e Giacomo Saisi) denunciano il continuo stravolgimento delle date e delle sedi d’incontro, definendolo un comportamento «incomprensibile e profondamente dannoso».

Un caos logistico e procedurale che rischia di rallentare la definizione degli ammortizzatori sociali e il monitoraggio sulla gara d’asta per l’ingresso dei nuovi investitori.

Il valzer delle sedi: dal 4 settembre a Firenze fino alle ipotesi in Umbria

A scatenare la reazione delle due sigle sindacali sono le indiscrezioni e le continue variazioni sul calendario dei lavori, in origine concordato a Firenze per l’inizio del mese. «Il continuo rimpallo di date e sedi per la convocazione del tavolo di crisi sulla vertenza Tisg è incomprensibile e profondamente dannoso», attaccano Fim e Uilm. «La situazione dell’azienda è critica, il futuro dei lavoratori estremamente incerto, e ci chiediamo con forza a chi possa giovare tutto questo: l’unica risposta certa è che sicuramente non giova ai lavoratori. L’incontro era stato fissato per il 4 settembre presso la Regione Toscana; successivamente si è parlato di uno spostamento a Carrara il 9 settembre; ora emerge addirittura una nuova ipotesi, l’8 o forse il 10 settembre in Umbria. Siamo sconcertati da quanto sta accadendo».

«Basta teatrini e polemiche, i lavoratori pretendono risposte»

Fim-Cisl e Uilm-Uil mettono nel mirino quelle che ritengono schermaglie di posizione a scapito delle maestranze in sofferenza: «Non è accettabile assistere a questi teatrini, perché tali sono, che sembrano costruiti più per alimentare sterili polemiche che non per occuparsi realmente del bene dei lavoratori. I lavoratori non hanno bisogno di confusione, rinvii, cambi di sede o giochi di posizione. Hanno bisogno di risposte rapide, certezze, e di un percorso chiaro per affrontare una crisi che sta già producendo effetti pesantissimi».

L’appello: «Si torni subito alla sede naturale dell’Unità di Crisi»

Le rappresentanze dei metalmeccanici chiedono dunque di fermare qualsiasi fuga in avanti o delocalizzazione del confronto, ripristinando la centralità del tavolo regionale fiorentino guidato da Valerio Fabiani. «Abbiamo tutti richiesto l’intervento dell’Unità di Crisi della Regione Toscana, e in quella sede si sono già svolti due incontri», concludono i sindacati. «Riteniamo che quella sede sia l’unica adeguata, istituzionalmente corretta e coerente con la gravità della situazione. Come Fim-Cisl e Uilm-Uil chiediamo quindi che l’incontro venga riconvocato urgentemente nella sua sede naturale: l’Unità di Crisi della RegioneToscana. È lì che questa vertenza deve essere affrontata: con serietà, responsabilità e rispetto per i lavoratori. Ogni altra dinamica è fuori luogo e non più tollerabile».