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«Solidarietà a Umberto Faita (Cgil Fiom): la libertà sindacale non si mette a tacere»

MASSA-CARRARA – “Ci sentiamo in dovere di intervenire sulla questione Tisg – dichiarano Matteo Bartolini e Daniele Terzoni, rispettivamente segretario provinciale di Sinistra Italiana e portavoce provinciale di Europa Verde -. Esprimiamo la nostra massima solidarietà a Umberto Faita, segretario generale della Fiom Cgil di Massa-Carrara, per quanto denunciato delle organizzazioni sindacali in queste ore (Faita è stato diffidato dall’azienda protagonista come sappiamo di una profonda crisi, ne avevamo parlato qui ndr). In una fase delicatissima per il futuro di Tisg, dei suoi lavoratori e delle sue lavoratrici e dell’intero territorio, il ruolo del sindacato è quello di fare domande, verificare, chiedere trasparenza e difendere in modo deciso l’ occupazione, i diritti e il futuro del cantiere di Marina di Carrara. Ed è un ruolo che non può essere ostacolato in nessun modo, né può essere messo sotto pressione. Il confronto tra azienda e organizzazioni sindacali può essere anche duro, ma deve svolgersi nel rispetto dell’autonomia della rappresentanza di lavoratori e lavoratrici. La libertà sindacale è un presidio democratico fondamentale, senza il quale le condizioni dei lavoratori e le scelte produttive sarebbero fatte “senza disturbare i padroni del vapore”. Visti gli esiti della gestione di chi era stato accolto da molti come il salvatore del cantiere dopo la fine delle partecipazioni statali non solo il ruolo del sindacato va difeso ma va rafforzato. Nella nostra provincia oggi sono in gioco centinaia di posti di lavoro e il futuro di un patrimonio industriale del territorio e questo ci deve far sentire tutti coinvolti nel primo obiettivo di tutelare i diritti e la dignità di chi lavora. Per questo -conclude Avs- siamo e saremo al fianco di Umberto Faita e della Fiom perché ogni controversia venga ricondotta nell’ambito di corrette relazioni sindacali. In questa fase servono massima trasparenza, responsabilità e confronto, non intimidazioni. Chi difende il lavoro e chiede risposte non può e non deve essere lasciato solo”.