marina di carrara
|Tisg, scontro frontale: diffidato il segretario Fiom. «La libertà sindacale non si intimidisce»
Nuova lettera di contestazione per le foto in bacheca. La Cgil denuncia pressioni e clima di dissuasione tra i lavoratori e appella i Commissari: «Non arretriamo di un passo»
MARINA DI CARRARA – La già infuocata vertenza di The Italian Sea Group (Tisg) abbandona i meri contabili del concordato per accendere uno scontro ad alta tensione sul terreno dei diritti sindacali. La Cgil di Massa-Carrara, la Fiom-Cgil Toscana e il direttivo provinciale delle tute blu hanno diffuso un duro documento congiunto a seguito di una nuova comunicazione formale inoltrata dall’azienda al segretario generale della Fiom apuana, Umberto Faita. A quattro anni dalle prime contestazioni emerse nell’ambito della vertenza per il polo nautico di Marina di Carrara, nei giorni scorsi Faita ha ricevuto una seconda diffida che, secondo il sindacato, punta a condizionare il libero esercizio del mandato di rappresentanza.
Le contestazioni sulla bacheca e l’accusa di pressioni
Al centro del rilievo formale notificato al segretario provinciale ci sarebbe la presenza di materiale informativo collocato negli uffici della Cgil. «La comunicazione contesta, tra le altre cose, la presenza di fotografie e cartelli collocati su una bacheca sindacale all’interno di un ufficio della Cgil Massa-Carrara, attribuendo a tali materiali significati e collegamenti che non condividiamo e che riteniamo non possano essere utilizzati per mettere in discussione la legittimità dell’attività sindacale», spiegano le sigle nella nota.
Per la confederazione si tratta di un tentativo «inaccettabile» di spostare il focus dai reali problemi del cantiere navale: «La nostra posizione è chiara: l’esercizio della rappresentanza sindacale non può essere condizionato né può diventare oggetto di pressioni che ne limitino l’autonomia. Fare sindacato significa anche fare domande, chiedere spiegazioni, esaminare bilanci e documenti, approfondire gli atti amministrativi e le concessioni demaniali, verificare le scelte aziendali e pretendere risposte quando sono in gioco il lavoro, l’occupazione e il futuro di un territorio. Non accettiamo che questo esercizio di rappresentanza venga trasformato nel problema: il problema è l’incertezza che grava sul futuro del cantiere».
L’allarme del sindacato: «Clima dissuasivo tra i dipendenti»
Il sindacato estende le proprie preoccupazioni al clima generale respirato dalle tute blu all’interno degli stabilimenti del gruppo, annunciando possibili azioni legali: «Negli ultimi mesi sono state diffuse tra i dipendenti Tisg comunicazioni aziendali che, a nostro giudizio, possono essere percepite come dissuasive rispetto alla libera adesione e partecipazione all’organizzazione sindacale. Su questo, come su ogni altra eventuale condotta che possa incidere sulla libertà e sull’autonomia dell’attività sindacale, continueremo a vigilare e, qualora ne ricorrano i presupposti, a tutelare nelle sedi competenti le prerogative dell’organizzazione e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori».
L’appello ai commissari e il sostegno a Faita
Di fronte all’inasprimento dei toni in vista del tavolo di trattativa per il contratto di solidarietà e per il bando d’asta di cessione, la Cgil si rivolge direttamente alla gestione nominata dal Tribunale di Firenze. «Chiediamo ai commissari nominati dal giudice, nei confronti dei quali confermiamo la nostra fiducia, di prestare la massima attenzione a questa fase particolarmente delicata, affinché siano salvaguardati la continuità produttiva, l’occupazione e il patrimonio industriale rappresentato dal cantiere. A Umberto Faita esprimiamo la nostra piena solidarietà e il nostro sostegno». «Auspichiamo pertanto che questa vicenda non abbia ulteriori sviluppi e che prevalga la volontà di ricondurre il confronto nell’ambito di corrette e trasparenti relazioni sindacali – conclude la nota –. Qualora ciò non avvenisse, Cgil e Fiom valuteranno ogni iniziativa nelle sedi competenti. Continueremo a fare il nostro mestiere senza arretrare di un passo».


