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Pesce fresco a Marina di Carrara: l’estate d’oro della cooperativa ‘Alta Marea’

«Nonostante la difficoltà del cantiere del waterfront davanti al punto vendita, è venuta tanta gente. Abbiamo visto molti volti nuovi in più. Ci conoscono col passaparola e conoscono la qualità del nostro prodotto»

MARINA DI CARRARA – Chi dorme non piglia pesci, ma decisamente non è il caso della cooperativa apuana di pescatori ‘Alta Marea’ che ha superato brillantemente le prove di questa estate: la prova afa con il conseguente calo della pescosità, la prova aumento considerevole del carburante e la prova legata al punto vendita, davanti al Buscaiol, ‘ostruito’ dai cantieri del waterfront sul viale Colombo. Scambiamo due chiacchiere con Angelo Batti il presidente della cooperativa. L’estate è andata molto bene, ci dice. “Siamo soddisfatti -asserisce – nonostante il cantiere abbiamo avuto moltissima gente in più. Secondo noi il turismo c’è stato parecchio. Per noi funziona il passaparola, sanno della qualità del nostro prodotto: dalla rete direttamente al banco di vendita”. Sul calo della pescosità, precisa subito quando glielo chiediamo, è una cosa ciclica che avviene ogni anno. Ci spiega infatti che i pescatori lavorano soprattutto da fine settembre a maggio/giugno e d’estate molto spesso ne approfittano per tirare su le barche per fare manutenzione. Per capire la mole del lavoro e come cambia: d’estate riescono a tirare su una decina di chili per barca, da mazzancolle, alla razza ai gamberoni. Mentre d’inverno pescano il doppio, c’è il mare molto più pescoso, ci sono più specie di pesce come seppie, polpi e pesci bianchi, orate, branzini. Ma il segreto vero del successo della cooperativa ce lo spiega Angelo stesso: la solidarietà tra loro, la cooperativa medesima. “Ci diamo una mano l’uno con l’altro, per esempio ora 5 barche verranno tirate su per manutenzione ma il resto della piccola flotta aiuterà chi si ferma: gli stipendi ditutti riusciamo a metterli insieme” assicura Angelo. Una piccola cooperativa ma molto unita: 11 barche non oltre i 10 metri e 15 pescatori di cui 5 donne pescatrici. “Il caldo si è fatto sentire per il lavoro che facciamo a terra perché le reti le gettiamo a sera– ci racconta Angelo – un lavoro grosso e faticoso quello di ripulire e ricucire le reti dove soprattutto d’estate possono restare impigliati granchi e meduse e si tratta di risistemare e riparare: è un lavoro lungo”. Sul peso del caro carburante, continua a spiegare Angelo, loro non usano pescherecci a strascico, sono piccole imbarcazioni che non hanno risentito più di tanto dell’incremento dei prezzi del gasolio. Insomma una bella estate con il pesce sui loro banchi andato a ruba: “Nonostante la difficoltà del cantiere davanti al punto vendita, abbiamo superato  tutto brillantemente: la gente è venuta e sono venuti anche in tanti. Abbiamo visto molti volti nuovi in più. Ci conoscono col passaparola e conoscono il nostro pesce fresco”.