interrogazione in regione
|«Donna incinta non trova un dermatologo urgente in tutta la provincia di Massa-Carrara»
Ferri e Stella: «Pontremoli no, Fivizzano no, Cup no, ZeroCode no, medico di famiglia no. Alla fine l’unica soluzione era Livorno o il privato»
MASSA-CARRARA – I consiglieri regionali di Forza Italia Jacopo Ferri e Marco Stella hanno presentato un’interrogazione a risposta orale al Consiglio Regionale della Toscana sul funzionamento del servizio ZeroCode nella provincia di Massa-Carrara, portando come caso emblematico la vicenda di una donna incinta di 21 settimane che, pur avendo una prescrizione urgente per una visita dermatologica, non sarebbe riuscita a ottenere un appuntamento attraverso nessun canale disponibile.
Secondo quanto ricostruito nell’interrogazione, la donna si era inizialmente rivolta al pronto soccorso, dove il dermatologo risultava assente sia a Pontremoli sia a Fivizzano. Le era stata quindi prescritta un’impegnativa urgente, con visita da effettuare entro dieci giorni. Accedendo a ZeroCode, però, «non veniva offerta alcuna disponibilità». Nemmeno la chiamata al Cup consentiva di trovare disponibilità in Lunigiana o nell’intera provincia: «Il sistema indicava quale unica opzione quella di recarsi a Livorno». La donna aveva poi contattato l’ufficio reclami dell’Asl, «il quale le rispondeva di rivolgersi al medico di famiglia per fissare direttamente l’appuntamento», ma anche il medico di famiglia non era in grado di procedere in tal senso.
«Nessuno le garantiva l’appuntamento: Pontremoli no, Fivizzano no, Cup no, ZeroCode no, il medico di famiglia no — si legge nell’interrogazione —. Appare evidente come per la provincia di Massa-Carrara l’Azienda Ausl Toscana Nord Ovest abbia inventato un nuovo sistema sanitario per cui il paziente fa il giro degli uffici, gli uffici fanno il giro delle competenze e alla fine l’appuntamento fa perdere le proprie tracce». Alla donna incinta «non è restata che la strada della visita privata a pagamento».
Ferri e Stella chiedono al presidente della Giunta e all’assessore competente di verificare i motivi per cui ZeroCode continui a non funzionare come dovrebbe nella provincia di Massa-Carrara e in particolare in Lunigiana, di accertare a chi sia attribuibile la responsabilità del disservizio capitato alla donna e di intervenire affinché il servizio «possa essere utilizzato, finalmente, con continuità ed efficacia anche nella provincia di Massa-Carrara».


