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|Violenza negli ospedali, l’allarme degli infermieri apuani: «Non è un rischio accettabile del nostro lavoro»
L’Opi Massa-Carrara sollecita interventi operativi e potenziamento degli organici nei presidi d’emergenza, confermando piena disponibilità alle istituzioni
MASSA-CARRARA – L’Ordine delle professioni infermieristiche di Massa-Carrara esprime, a nome degli infermieri apuani, «piena solidarietà e vicinanza ai professionisti sanitari, agli agenti delle Forze dell’ordine e ai pazienti coinvolti nei gravi episodi verificatisi nei Pronto soccorso di Prato e dell’Ospedale Versilia». «Quanto accaduto – dichiara Luca Fialdini, presidente dell’Opi Massa-Carrara – desta forte preoccupazione. Siamo vicini ai colleghi sanitari, agli agenti coinvolti e ai pazienti e familiari che hanno vissuto momenti di paura in luoghi che devono essere prima di tutto spazi di cura e sicurezza». «Gli episodi di Prato e del Versilia confermano una situazione che non può più essere considerata occasionale. Aggressioni verbali, minacce e violenze fisiche interessano con particolare frequenza i servizi di emergenza-urgenza. Dobbiamo ribadire un principio fondamentale: essere aggrediti non fa parte del nostro lavoro e la violenza non può essere considerata un rischio inevitabile della professione sanitaria», sottolinea Fialdini».
«Il tema della sicurezza – ricordano dall’organizzazione – era stato portato dall’Opi Massa-Carrara, già nel 2025, all’attenzione della Prefettura, dell’Azienda sanitaria e del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, attraverso un documento contenente criticità e proposte operative per la prevenzione delle aggressioni e la tutela di professionisti e pazienti. Tra le misure indicate figuravano il miglioramento degli spazi dedicati alla gestione dei pazienti in stato di agitazione, sistemi di allarme e accessi controllati, team adeguatamente formati per affrontare le situazioni critiche in raccordo con le Forze dell’ordine, percorsi più efficaci per i pazienti con problematiche psichiatriche e la valutazione dell’impiego di body cam nei contesti a maggiore rischio. L’Ordine aveva inoltre richiamato la necessità di intervenire sulle condizioni organizzative che possono alimentare tensioni e conflittualità, attraverso un adeguato potenziamento del personale infermieristico nei Pronto soccorso, una migliore gestione delle attese e dell’informazione a pazienti e familiari e il rafforzamento della rete territoriale e dell’Infermieristica di famiglia e comunità».
«Particolare attenzione – si evidenzia nel comunicato – deve essere riservata anche al professionista vittima di violenza, garantendo sostegno dopo l’aggressione, favorendo la denuncia degli episodi e assicurando una concreta presa in carico da parte delle istituzioni e dell’Azienda sanitaria. Fondamentali sono inoltre formazione e informazione, anche attraverso iniziative congiunte tra professionisti sanitari, Forze dell’ordine e personale della sicurezza sui temi della de-escalation e della gestione dei conflitti. “In questo percorso – prosegue Fialdini – desideriamo ringraziare la Prefettura e le Forze dell’ordine per la costante attenzione, la disponibilità e il concreto supporto nel contrasto alle aggressioni ai danni dei professionisti sanitari. La collaborazione che si è sviluppata rappresenta un patrimonio importante, che dobbiamo continuare a rafforzare nell’interesse dei professionisti, dei pazienti e dell’intera comunità”».
«L’Opi Massa-Carrara – si conclude l’intervento – ribadisce inoltre la propria completa disponibilità a collaborare con tutte le istituzioni coinvolte, con spirito di squadra e nel pieno rispetto delle rispettive competenze. In qualità di ente sussidiario dello Stato, l’Ordine intende continuare a mettere a disposizione il proprio ruolo istituzionale, le competenze della professione infermieristica e la conoscenza delle realtà assistenziali del territorio, contribuendo alla costruzione condivisa di soluzioni concrete, efficaci e verificabili. “Come Ordine siamo e rimaniamo a completa disposizione per lavorare insieme, con spirito di squadra, perché la sicurezza non può essere responsabilità di un singolo soggetto ma deve essere un obiettivo comune – conclude Fialdini –. Nel nostro ruolo di ente sussidiario dello Stato vogliamo fare la nostra parte, in piena collaborazione con Regione Toscana, Aziende sanitarie, Prefetture, Forze dell’ordine, altri Ordiniprofessionali e istituzioni, affinché alle proposte seguano interventi concreti e verificabili. Proteggere chi cura significa proteggere chi viene curato. Garantire sicurezza agli infermieri e a tutti i professionisti sanitari significa tutelare i pazienti, la qualità dell’assistenza e il diritto alla salute dell’intera comunità”».


