Carrarese, tutto nuovo, stessa fame: Cioffi prepara la nuova sfida
La risposta arriverà soltanto dal campionato. Intanto, però, una cosa è certa: a Carrara è iniziato un nuovo capitolo
CARRARA- In casa Carrarese l’estate ha portato una vera e propria aria di rivoluzione. La fine del ciclo targato Antonio Calabro, dopo due stagioni che hanno consolidato la presenza degli azzurri in Serie B, ha aperto una fase completamente nuova. Al suo posto è arrivato Gabriele Cioffi, chiamato a dare identità e continuità a una squadra profondamente rinnovata.
Una trasformazione che, inevitabilmente, ha generato qualche preoccupazione nella piazza. Salutare contemporaneamente l’allenatore e diversi protagonisti delle ultime stagioni significa infatti chiudere un ciclo che aveva regalato alla Carrarese la promozione in Serie B e due salvezze consecutive. La società ha però scelto una strada precisa: ringiovanire la rosa e puntare su giocatori giovani, spesso provenienti dai settori dei grandi club italiani e internazionali.
Addii pesanti
Il mercato estivo ha visto partire elementi importanti. Zanon, Zuelli e Illanes hanno lasciato Carrara per continuare la propria esperienza in Serie B, mentre anche le situazioni di Bleve e Melegoni rappresentano possibili ulteriori movimenti in uscita.
Sono nomi che appartenevano alla struttura della Carrarese delle ultime stagioni e che, per rendimento, esperienza e conoscenza dell’ambiente, rappresentavano punti di riferimento.
Ecco perché la rivoluzione non poteva non generare qualche interrogativo. Il tema non è soltanto tecnico: cambiare contemporaneamente tanti interpreti significa anche modificare gli equilibri dello spogliatoio.
Giovani e prospettiva
La risposta della società è stata quella di puntare sui giovani.
Sono arrivati Romani e Rubino dalla Fiorentina, Rouhi dalla Juventus, Cissé dall’Atalanta, oltre al centrocampista Khafi, proveniente dal Paris Saint-Germain, e al difensore Vujevic, considerato un profilo di talento. Una strategia che conferma la volontà di costruire una squadra più giovane, valorizzabile e con margini di crescita.
Il progetto, dunque, non sembra essere quello di sostituire semplicemente un giocatore con un altro, ma di modificare progressivamente la fisionomia della squadra.
Cioffi, il nuovo punto di riferimento
Al centro del nuovo progetto c’è Gabriele Cioffi, scelto per raccogliere l’eredità di Calabro. Il tecnico è stato ufficializzato a giugno e ha firmato un contratto per la stagione 2026/27 con opzione per la successiva.
Per Cioffi si tratta di un ritorno in panchina dopo lo stop seguito all’esperienza con l’Udinese. Il tecnico ha parlato di una nuova sfida e della volontà di rimettersi in gioco, presentando il nuovo corso con ambizione ma senza proclami.
La sua missione sarà tutt’altro che semplice: dovrà dare rapidamente un’identità a una squadra che ha cambiato molti dei propri interpreti.
Cosa manca ancora
A pochi giorni dall’inizio del campionato, la Carrarese non sembra ancora completamente definita. Le priorità individuate riguardano soprattutto un altro difensore centrale e un centrocampista.
Per la retroguardia resta d’attualità il possibile ritorno di Nicolò Calabrese dall’Hellas Verona, mentre a centrocampo il nome indicato come particolarmente interessante è quello di Andrea Ghion del Sassuolo, giocatore in grado di portare esperienza e conoscenza della categoria.
Anche la porta potrebbe diventare un tema di mercato qualora dovesse partire l’attuale numero uno: in quel caso potrebbe tornare d’attualità il nome di Michele Cerofolini.
Una scommessa da verificare sul campo
La Carrarese che si presenta al via della nuova Serie B è quindi una squadra diversa da quella che ha conquistato e difeso la categoria negli ultimi due anni.
La rivoluzione ha inevitabilmente fatto discutere, ma adesso sarà il campo a dare le risposte.
La società ha scelto di investire sulla linea verde, Cioffi dovrà trasformare i nuovi arrivi in una squadra competitiva e la piazza dovrà avere pazienza per permettere al nuovo progetto di crescere.
La domanda è semplice: la Carrarese riuscirà a trasformare una rivoluzione che inizialmente ha fatto paura in una nuova occasione di crescita?
La risposta arriverà soltanto dal campionato. Intanto, però, una cosa è certa: a Carrara è iniziato un nuovo capitolo.


