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«Il Parco Regionale delle Alpi Apuane autorizza nuove cave ma alle prime piogge a rischio la nostra grande riserva naturale d’acqua»

«Chiediamo che venga avviato un monitoraggio immediato degli accumuli di marmettola rilevati e che il Parco adotti misure cautelative prima che le prossime piogge trasformino questi accumuli in un disastro ambientale».

ALPI APUANE – “Mentre l’Italia soffoca sotto la quarta ondata di caldo dell’estate 2026, con una siccità che interessa oltre il 60% del territorio nazionale, e la crisi idrica costa al Paese 13,4 miliardi di euro l’anno, il Parco Regionale delle Alpi Apuane continua ad autorizzare nuove aperture di cave e non emette una sola ordinanza di sospensione o di ripristino. Una contraddizione che non siamo più disposti a tollerare in silenzio”. Sono parole apre e dure quelle di Apuane Libere con cui denuncia nuove attività di estrazione nel Parco. Gli ambientalisti rivendicano: “L’acqua è il bene più prezioso che abbiamo. Le Alpi Apuane sono uno dei sistemi idrici montani più importanti della Toscana: le loro sorgenti, i loro acquiferi carsici, i loro torrenti alimentano comunità e territori. Eppure proprio qui, dentro i confini di un Parco regionale istituito per tutelare questo patrimonio, decine e decine di centimetri di fanghi e polveri di marmettola si stanno accumulando in numerosi punti. Alla prima pioggia intensa, e le piogge intense, oggi, quando arrivano sono sempre più violente, tutto quel materiale finisce nelle cavità carsiche, nei torrenti, nei fossi e nei fiumi.
Un disastro annunciato, documentato, evitabile. Che nessuno sta fermando. Come Apuane Libere abbiamo esposti formali presentati oltre un anno fa, regolarmente protocollati, ai quali non è seguito alcun provvedimento. Casi gravi, documentati, che restano senza risposta:

-La Cava della Carcaraia, dove un abisso carsico è stato inquinato: segnalato, documentato. Nessuna ordinanza. Nessun provvedimento e il silenzio dell’ente Parco che dovrebbe tutelare uno dei sistemi carsici più importanti d’Italia.

-Le discariche abusive all’interno del Parco: segnalate, documentate, denunciate. Alcune nuove. Nessuna risposta operativa.

-Gli accumuli di marmettola: decine di centimetri di fanghi e polveri rilevati in questo periodo in numerosi punti del Parco, pronti a inquinare acquiferi e corsi d’acqua alla prima precipitazione intensa.

Il Regolamento europeo (UE) 2024/1991, la Nature Restoration Law, obbliga gli Stati membri a recuperare attivamente gli ecosistemi degradati, a tutelare le risorse idriche, a ridurre le pressioni ambientali – ricorda Apuane Libere -Le Alpi Apuane, con i loro sistemi carsici compromessi, le sorgenti sotto pressione e le aree estrattive abbandonate senza ripristino, sarebbero un caso prioritario di applicazione di questa legge. Invece continuiamo ad assistere all’esatto contrario. Chiediamo che vengano emesse con urgenza le ordinanze di sospensione e di riduzione in pristino relative agli esposti già presentati.  Chiediamo che venga avviato un monitoraggio immediato degli accumuli di marmettola rilevati e che il Parco adotti misure cautelative prima che le prossime piogge trasformino questi accumuli in un disastro ambientale.  E chiediamo al presidente Tagliasacchi di spiegare pubblicamente perché esposti presentati oltre un anno fa non hanno prodotto alcun provvedimento”.