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Caldo opprimente, il nostro Candia e il nostro miele resistono alla dura prova ma ora serve la pioggia d’agosto

Con l’afa si beve un po’ meno vino ma la flessione è minima e del calo di produzione dell’oro delle api lunigianesi di questi ultimi anni gli apicoltori sono al riparo grazie alla certificazione Dop.

MASSA-CARRARA – Il caldo record killer delle api? Non è esattamente così anche se le alte temperature stanno mettendo alla prova le fioriture. Spaventati dai titoli che suonano l’allarme, soprattutto sulla Sardegna, abbiamo preso contatto con il Consorzio di Tutela del Miele  della Lunigiana Dop e con il suo presidente Fabio Vené. Fabio ci rassicura perché la situazione è sotto controllo, anzi, grazie all’anticipazione della primavera e un deciso scorso inverno piovoso le api hanno avuto un bel d’affare con il raccolto e con una produzione copiosa. Certo i mesi di giugno e luglio hanno segnato una piccola battuta d’arresto ma le api sono solite prendersi, in luglio ci spiega Fabio, un piccolo periodo di ‘ferie’. Tutto si giocherà nei prossimi 10-15 giorni, se agosto regalerà pioggia e una boccata d’aria fresca alle api perché rientrino come di consueto al lavoro e permettere anche una bella fioritura. E la stessa cosa vale per il nostro vino del Candia. Fabrizio Bondielli presidente del Consorzio di Tutela del Candia dei Colli Apuani: per ora le vigne stanno resistendo abbastanza ma se tra 10-15 giorni la pioggia non irromperà a portare via questa calura afosa e a portare un po’ di sollievo potrebbero verificarsi dei danni alla produzione. Fabio Vené scende nel merito della stagione più che positiva della scorsa primavera: “E’ stata una buona stagione per la Lunigiana, anche rispetto ad alcuni anni fa- dice – la primavera anticipata e un inverno piovoso hanno fatto sì che in primavera ci fosse una copiosa fioritura a cui ha conseguito un buon raccolto. Abbiamo avuto dapprima il millefiori primaverili, poi l’acacia buona soprattutto come qualità, poi abbiamo avuto ancora una raccolta di millefiori che è abbastanza raro che si ripeta, per poi avere una raccolta di castagno. Si è cominciato bene – racconta Fabio- e poi con giugno si sono alzate le temperature e i fiori non hanno più secretato nettare. Con luglio – ricorda il presidente del Consorzio – le api vanno a riposo per un breve periodo ma con questo caldo il periodo si è un po’ prolungato. Speriamo nelle piogge di agosto e in autunno perché ci siano altre fioriture – e rassicura- ma per ora non c’è nessun danno almeno qua in Lunigiana, non creiamo allarmismi”. Sotto il profilo delle vendite del nostro miele e del nostro vino, i due Consorzi si dicono soddisfatti. C’è però una nota negativa che si riflette sul vino: l’eccessivo caldo riduce un pochino la richiesta sul mercato: “La gente beve un po’ meno con questa afa” osserva il presidente del Consorzio che comunque non ha di che lamentarsi, con le damigiane delle colline apuane che continuano ad assetare quasi tutta la Versilia con i suoi ristoranti e locali. Sul fronte del miele, dalla bassa redditività che contraddistingue questo periodo, la Lunigiana è messa al riparo grazie alla certificazione Dop che garantisce tracciabilità e qualità e che “ci permette di fare la differenza – assicura Fabio Vené – per questo il miele della Lunigiana gode di buona salute”.