«Accordo nel Lapideo: aumento di 2,50 euro al giorno? Vale un caffè e una brioche. I lavoratori votino no!»
«É questo il rispetto che i padroni del marmo hanno per i loro dipendenti? Una mezza colazione pagata di aumento? Per queste migliorie andiamo ogni giorno a lavoro con la paura di non tornare a casa a fine mattinata?»
CARRARA – “Ritardi nell’apertura del tavolo di trattativa, azioni timide di mobilitazione e scioperi a singhiozzo hanno portato alla bozza di accordo emerso dal tavolo a Confindustria fra Cgil, Cisl e Uil e industriali del marmo diverse settimane fa” torna sul tema contratto integrativo del lapideo Usb che aveva partecipato alla mobilitazione per sbloccare la situazione e a cui non va giù quanto concesso dagli industriali definito alla stregua di una elemosia. Il sindacato di base riprende evidenziando i vari punti critici concessi dagli industriali: “L’ aumento per i lavoratori (spalmato negli anni a venire) é di 2,50 totali, distribuiti fra premio assiduità, presenza giornaliera e indennità; che tassati diventano un aumento contrattuale netto di un caffè e mezza brioche. Questi aumenti tra l’altro rimangono legati alla presenza del lavoratore e quindi alla sua produzione, per cui se stai in malattia, infortunio o altro non prendi nulla. Per quanto riguarda i buoni pasto, nella bozza di accordo avevamo richiesto di arrivare a 10 euro, ricordiamo che fino a 10 euro giornalieri per i datori di lavoro i soldi emessi sono da quest’anno completamente detraibili, quindi di fatto anticipano i soldi e li recuperano l’ anno successivo in sgravi fiscali. Di fatto non perdono nulla in termini economici, ma con un’arroganza estrema non ce li hanno concessi. Sulla riduzione di orario a parità di salario -prosegue Usb – siamo rimasti a quanto conquistato 4 anni fa. Nulla di nuovo, nonostante le richieste di aumento ore. La grande rivoluzione conquistata 4 anni fa grazie agli sforzi della Lega dei cavatori, che su questo tema ha aperto la strada e si é battuta, oggi rimane ferma al palo. E proprio su questo punto anche a fronte dell’ ennesima tragedia che ha colpito il nostro settore solo ieri ci teniamo a ribadire che ridurre l’orario a parità di salario non é solo un atto doveroso e lungimirante, ma é anche un principio che garantisce maggiore sicurezza nei nostri posti di lavoro già fin troppo macchiati di sangue. Per quanto riguarda il welfare – continua l’analisi del sindacato di base -venendo meno il welfare previsto dalla contrattazione nazionale che prevedeva degli scaglioni sugli anni 2025/2026, dall’ anno prossimo nonostante l’aumento concordato prenderemo meno di quanto preso nell’ ultimo biennio. Una misura assurda se consideriamo che negli ultimi 4 anni il costo della vita é aumentato complessivamente del 24%. É questo il rispetto che i padroni del marmo hanno per i loro dipendenti? Una mezza colazione pagata di aumento? Per queste migliorie andiamo ogni giorno a lavoro con la paura di non tornare a casa a fine mattinata? Ancora una volta i padroni del marmo dimostrano la loro vera natura. Se di giorno devastano l’ambiente che ci circonda difendendosi dagli attacchi degli ambientalisti usando come scudo noi lavoratori, nelle stanze private pensano di comprarci per 2 euro e 50 lordi!
I padroni del marmo, quale guadagno portano lor signori a questa città?! Dove sta la redistribuzione dei profitti tanto promessa? Per questi motivi come organizzazione sindacale chiediamo a tutti i lavoratori nostri iscritti e non di votare no, quando ci verrà sottoposto a votazione il nuovo rinnovo contrattuale. Ci sono sindacati disponibili ad accettare di essere presi in giro da chi pensa di comandare questa città e tenerci al guinzaglio con due spiccioli e chi invece preferisce tenersi dignità, coerenza e voglia di lottare”.


