Morto sul lavoro a Carrara, si ferma il mondo del marmo apuo-versiliese: giovedì sciopero di 8 ore
Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil: «La situazione degli infortuni sta precipitando: stiamo tutti sicuramente sbagliando qualcosa. Noi vediamo troppi lavoratori fare più cose contemporaneamente senza le dovute attenzioni». Le reazioni della politica
MASSA-CARRARA – «Purtroppo l’escalation dei gravi infortuni in questo settore non si ferma e stamani un lavoratore – Aldo Gullotti di 44 anni – ha perso la vita in un laboratorio ad Avenza (Massa-Carrara) (qui la notizia). Non è possibile andare avanti così: è giusto fermarsi tutti e riflettere, trovare la forza di continuare a lavorare come se nulla fosse non è possibile». Intervengono così i sindacati Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil. «Per questo giovedì 6 agosto proclamiamo 8 ore di sciopero in tutto il distretto del marmo apuo-versiliese».
«Negli ultimi anni, a discapito di un periodo in cui forse le cose sembravano cambiare, la situazione degli infortuni sta precipitando: stiamo tutti sicuramente sbagliando qualcosa. Noi vediamo troppi lavoratori fare più cose contemporaneamente senza le dovute attenzioni e i ritmi di lavoro sono spesso troppo elevati, considerate anche le nuove condizioni climatiche alle quali i lavoratori sono esposti. Secondo le organizzazioni sindacali è necessario vederci in faccia urgentemente tra datori di lavoro, lavoratori, sindacati, istituzioni e Ausl per trovare soluzioni».
Le reazioni della politica
Avs Toscana: «Un’altra vita spezzata, un’altra famiglia distrutta nell’ennesima mattinata di sangue sul lavoro. A Carrara, un operaio di 44 anni ha perso la vita schiacciato da lastre di marmo all’interno dell’azienda Santucci. Di fronte a questa ennesima tragedia, Lorenzo Falchi, Diletta Fallani, Massimiliano Ghimenti del gruppo consiliare di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) esprimono profondo cordoglio e vicinanza ai familiari della vittima, chiedendo a gran voce interventi immediati e strutturali per dire basta alla scia di infortuni mortali che sta insanguinando i luoghi di lavoro della nostra regione e dell’intero Paese. Non si può e non si deve morire di lavoro. Quando chiunque esce di casa la mattina per guadagnarsi da vivere e non vi fa più ritorno, siamo di fronte a un fallimento del sistema che non possiamo accettare con rassegnazione. Lo diciamo da sempre: Non basta più esprimere cordoglio ma servono controlli capillari, sanzioni severe e l’introduzione immediata di norme più stringenti sulla prevenzione e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro».
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