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Tartarughe marine, nessun nido quest’anno sulla costa apuana: solo un avvistamento a giugno a Marina di Carrara
Una tartaruga immortalata nell'estate 2024 sul litorale massese

Abbiamo sentito il responsabile del Wwf Massa-Carrara Luca Giannelli. Non si conoscono con precisione i motivi di questa assenza: potrebbe essere l’uccisione di un centinaio di esemplari femmine nel 2025 con le reti da pesca o l’eccessivo caldo

MASSA-CARRARA – Nessuna tartaruga Caretta caretta quest’anno sulla costa apuana e pochissime su quella toscana: 6 contro le 35 dell’anno scorso. Nessun nido e nessuna nidificazione. Peccato. Ci stavamo abituando alle visite di mamma tartaruga che veniva in perlustrazione sulle nostre spiagge prima di tornare a depositare le uova. Abbiamo chiesto a Luca Giannelli, del Wwf Massa-Carrara, a cosa possa essere dovuta questa assenza. Il responsabile prova a ipotizzare due risposte, pur ammettendo con certezza che i ricercatori non sono ancora in grado di darne una definitiva.

La strage causata dalle reti da pesca e il disturbo della movida

Un motivo potrebbe essere quella che Giannelli definisce una vera e propria mattanza: «I pescatori mettono centinaia di chilometri di reti da pesca che rispetto al passato sono più fini e trasparenti. A Natale, in pochi giorni, ne abbiamo trovate soffocate 8. Tra il 2025 e il 2026 secondo me ne sono morte un centinaio, tutte femmine, perché solo le femmine si avvicinano alla costa per nidificare mentre i maschi restano al largo. Noi cerchiamo di recuperarle per poi portarle all’Acquario di Livorno e occuparci, una volta guarite, di rimetterle in mare, ma tante le troviamo senza vita. In sostanza i pescatori, legali o di frodo, con le loro reti creano una barriera tra la spiaggia e il mare aperto che impedisce alle tartarughe di avvicinarsi. E poi c’è sempre troppo rumore, troppe luci e schiamazzi con discoteche e ristoranti sulla spiaggia: sono tutte cose che le tengono lontane».

Questa potrebbe essere una delle ipotesi per cui quest’anno, per la prima volta dopo diversi anni, le tartarughe non si sono fatte vedere se non pochissimo sulla costa toscana.

Il mare «bolle»: temperature record fino a 32 gradi

L’altra ragione potrebbe annidarsi nell’eccessivo surriscaldamento dell’acqua. Proprio l’innalzamento delle temperature aveva portato in questi anni le tartarughe marine a spingersi dal Mediterraneo del sud fino alla Toscana, addirittura al nord della regione, ma potrebbe essere stato proprio questo caldo record, con temperature superficiali che quest’estate hanno toccato i 32°C, a scoraggiarle.

Giannelli osserva: «So che le temperature si sono alzate anche a 25 metri di profondità. Il mare bolle».

Va però detto che questa situazione si registra principalmente in Toscana: secondo Life Turtlenest, il calo della nidificazione non riguarderebbe tutta Italia, ma si noterebbe soprattutto nelle regioni centro-settentrionali. Nel resto del Paese la stagione starebbe registrando ottimi numeri. Giannelli ammette infatti che la situazione risulta ancora incerta, anche se il centro Wwf continua a monitorare la costa.

Il riconoscimento del ministero dell’Ambiente e la mappa dei nidi

«Da qualche mese — coglie l’occasione per informare Giannelli —, alla luce della nostra quarantennale esperienza (siamo stati noi a scoprire il primo nido di tartarughe in Toscana nel 2013), abbiamo ricevuto l’autorizzazione da parte del Ministero dell’Ambiente a gestire tutti i nidi della nostra costa apuana: siamo due volontari e un veterinario ad avere il permesso di toccare la tartaruga. Un bel riconoscimento al nostro lavoro costante in collaborazione con Arpat e Università di Pisa, visto che è severamente vietato toccare le tartarughe marine perché sono animali selvatici protetti e il contatto umano causa loro forte stress, rischi di infezione e disturbo comportamentale».

Cala dunque il mistero sulla scomparsa, per quest’anno, delle tartarughe sul nostro litorale. «Sono animali preistorici e misteriosi, sappiamo ancora molto poco sul loro conto: hanno strategie di sopravvivenza che non conosciamo. Magari restano ferme e aspettano di nidificare in un momento migliore. Sono misteriose ma vulnerabili, dovremmo cercare di avere maggiore cura di loro e del nostro mare».

Per ora i 6 nidi toscani si trovano a Marina di Pietrasanta, Torre del Lago, Tirrenia, oltre Livorno, all’Isola d’Elba e a Cecina. A Marina di Carrara c’è stato solo un timido sopralluogo a giugno, che però non deve aver convinto la tartaruga.