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«Non aspettiamo un malore grave prima di agire»: i sindacati lanciano l’allarme caldo nei luoghi del commercio a Massa
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L’ipermercato Carrefour segnalato come struttura in difficoltà dal punto di vista degli impianti: «Il diritto alla salute non va in ferie»

MASSA – Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana tornano a denunciare le condizioni di caldo estremo nei luoghi di lavoro del settore commercio e dei servizi, con particolare riferimento all’ipermercato Carrefour del centro commerciale Mare Monti di Massa (Massa-Carrara), gestito in franchising, dove da settimane i lavoratori segnalerebbero temperature elevate che renderebbero difficile svolgere l’attività in sicurezza. «In alcuni casi il disagio è stato tale da spingere i dipendenti ad astenersi temporaneamente dal lavoro per richiamare l’attenzione dell’azienda e sollecitare interventi urgenti — si legge nel comunicato —. Interventi che ad oggi non sono arrivati». I sindacati segnalano condizioni analoghe in molte attività all’interno della galleria Mare Monti, indicandola come «una struttura in difficoltà, che avrebbe bisogno di essere ripensata dal punto di vista degli impianti di raffreddamento e riscaldamento».

Le tre organizzazioni ricordano che il D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di valutare e prevenire tutti i rischi, compresi quelli legati al microclima (art. 28), di adottare tutte le misure necessarie a tutela della salute e della sicurezza (art. 18) e di garantire ambienti con condizioni microclimatiche compatibili con l’attività svolta. A questi obblighi si aggiunge l’articolo 2087 del Codice Civile. «Non è accettabile che nel 2026 si debba ancora chiedere il rispetto di condizioni minime di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro — affermano i sindacati —. Il cambiamento climatico non è più un tema da convegni: è una realtà che entra ogni giorno nei luoghi di lavoro».

Filcams, Fisascat e Uiltucs chiedono alle aziende di assumere pienamente le proprie responsabilità e agli organi di vigilanza competenti — il Pisll e l’Inl — di intensificare i controlli sulle condizioni microclimatiche. «La percezione che raccogliamo tra i lavoratori è che i controlli siano ancora insufficienti rispetto all’entità del fenomeno e che questo contribuisca ad alimentare un senso di sfiducia nelle istituzioni preposte alla tutela della salute e della sicurezza», si legge nel documento.

«Non possiamo aspettare che si verifichi un malore grave perché il tema diventi una priorità — concludono Antonella Ghilardi (Filcams Cgil), Giovanni Bernicchi (Fisascat Cisl) e Luca Aldo Andrenucci (Uiltucs) —. Chiediamo tavoli di confronto territoriali, monitoraggi costanti, controlli efficaci e investimenti che mettano al centro la salute delle persone. Il diritto alla salute non si spegne quando si aprono le porte di un supermercato o di un negozio, e certo non va in ferie durante l’estate».